Salone del Gusto

maggio 31, 2004 in Enogastronomia da Marinella Fugazza

Slow foodMancano poco meno di cinque mesi all’evento che, ogni due anni, porta Torino e la Regione Piemonte sulle “bocche” di tutti. Da manifestazione nazionale, iniziata in sordina nel 1996 e dai suoi organizzatori considerata come un numero zero, sperimentale, una specie di prova generale e di “assaggio” della risposta italiana, a manifestazione ormai mondialmente conosciuta e riconosciuta giunta alla sua quinta edizione. Nel corso di un’affollatissima conferenza stampa, è stato presentato il programma e gli intenti del prossimo SALONE DEL GUSTO che si svolgerà a Torino dal 21 al 25 ottobre 2004.

Dopo il saluto della Città di Torino, portato dall’Assessore al Turismo e Olimpiadi, Elda Tessore, Enzo Ghigo, Presidente della Regione Piemonte e Carlo Petrini, Presidente Internazionale di Slow Food, hanno illustrato le linee guida di questa nuova edizione. Un’edizione che occuperà gli stessi spazi espositivi del 2002 che sono anche tutti gli spazi disponibili al Lingotto: un nuovo padiglione sarà “lasciato in eredità” dopo le Olimpiadi invernali del 2006.

Quindi l’intenzione, la sfida e l’ambizione del prossimo Salone del Gusto sarà quella di elevare la manifestazione piemontese a livello internazionale in modo tale che essa possa diventare il 1° Salone al Mondo: ”sparuma pì in alt, né president” (sono state le parole rivolte da un irrefrenabile Carlin Petrini ad un divertito Ghigo).

Salone del gusto 2004Lo stesso Ghigo ha garantito la permanenza nel capoluogo piemontese dell’evento nonostante ogni due anni si susseguano le voci su un suo possibile trasferimento in altra regione: esso costituisce “un elemento di diversificazione per la Regione Piemonte” e, grazie al movimento eco-gastronomico di Slow Food, “sta cambiando la filosofia della politica agricola nel nostro paese”. Inoltre ha sottolineato l’importanza dell’entità uomo come “presidio della terra”.

Concetto ripreso da Petrini: “ci trasformiamo in grandi gourmet, in grandi spadellatori ma non c’è più nessuno che lavora la terra” sono le sue parole: è inutile promuovere i prodotti dell’agricoltura dal momento in cui non ci sono più contadini. E’ fondamentale consapevolizzare il mondo su questa realtà ed è anche per questo motivo che il Salone di quest’anno dovrà tentare di essere il più internazionale possibile. Esso sarà il luogo del mercato, naturale sbocco commerciale, di vendita, informazione e conoscenza: “non c’è salvezza infatti per la produzione tipica e tradizionale senza un’adeguata remunerazione commerciale e senza il rafforzamento del legame tra gli agricoltori e la loro terra. Per questo è importante collaborare anche con quei Paesi del Sud del mondo in cui le popolazioni, l’equilibrio ambientale e la biodiversità sono più minacciate. Il Salone del Gusto, Torino e il Piemonte saranno anche la loro vetrina”.

Slow Food, con altre organizzazioni nel mondo, partecipa allo sforzo corale a difesa della biodiversità agro-alimentare del pianeta. Questo preciso impegno si concretizzerà, oltre che con il Salone, invitando a Torino 5000 contadini e produttori provenienti da tutto il mondo dal 20 al 23 ottobre. Il nuovo progetto, denominato Terra Madre, vedrà coinvolti una “Comunità del Cibo” e una comunità cittadina (quella torinese) pronta ad offrire ospitalità ed amicizia. Infine totale favore di Petrini e Ghigo per una politica coerente di tutela delle produzioni tipiche anche nell’impiego di risorse pubbliche, contro l’introduzione di OGM nel territorio regionale, per il diritto alla libera scelta da parte di agricoltori, produttori e consumatori.

di Marinella Fugazza