Ron: Cuori di Vetro

aprile 9, 2002 in Musica da Gino Steiner Strippoli

30307(1)In Italia c’è poco da fare, ci sono cantautori e cantautori, ci sono quelli che vengono annoverati nella tradizione più popolare del termine, dove il linguaggio del testo è vera espressione di significato e di messaggi a volte diretti a volte trasversali e poi ci sono quelli che meno tradizionalmente si scrivono le loro brave e oneste canzoni in leggera frivolezza, dove le parole badano più alle vendite del disco che non ad essere racconti magari da condividere.

In questo senso Ron è da annoverare certamente tra i grandi cantautori tradizionali, quelli “veri”, un eterno “ragazzo” dagli occhi chiari e dai capelli biondi che se non fosse per quella sua aria un po’ navigata, che ha tratti lo tradisce, non dimostrerebbe nemmeno i lunghi anni di carriera musicale tra una dura gavetta fino ai grandi successi.

Ron canta, sempre con la solita semplicità e amabilità, canzoni popolate di strane umanità, amori e illusioni. Il suo ritorno con “Cuori di Vetro” (Sony Music) è un modo di rimettersi in gioco insieme ai suoi amici più cari, alcuni di vecchia data altri recenti, come De Gregori, Renato Zero, RenzoZenobi (to’, chi si rivede),Jovanotti e Gianluca Grignani, Carmen Consoli e Pasquale Panella. “Tra l’altro – afferma Ron – un personaggio che più mi ha sorpreso è stato Jovanotti, un ragazzo generoso e tranquillo nonostante sia un artista che sa di rappresentare un qualcosa di importante per la canzone italiana ma che altrettanto non lo farebbe mai pesare a nessuno”.

Cuori di Vetro è un album pieno di belle canzoni, progettato ad arte dal grande Phil Palmer attraverso canzoni uniche come “Ti leggo nel pensiero”, in stile DeGregori, oppure il dramma e la sensibilità espresse in un testo scrittogli dal “Renato” sui problemi legati all’emarginazione da un certo mondo. Ed ancora la Jovanottiana “Sei volata via”, un momento d’amore, tra mandolini e violini.

Con “Cuori di vetro” hai raggiunto la piena maturità artistica, ma come rivedi il ragazzo de “Il Gigante e la bambina”?

Mi rivedo con grande tenerezza e anche ammirazione, questo non è uno sviolinamento verso me stesso, credo di aver sempre un pò lottato per fare certe cose che forse non erano mature per quei tempi. “Il Gigante e la bambina” è la canzone che ha venduto 70 mila copie di un 45 giri, per cui pochissimo, però è una canzone che ancora adesso non posso permettermi di non fare perché è passata attraverso tre generazioni, per cui sono orgoglioso di aver fatto questo genere di cose, allora difficili ma giuste oggi.

Una Città per cantare” simbolo della svolta artistica

Di certo è stata la prima tappa, perché poi mi hanno messo immediatamente nel carrello dei cantautori cosidetti “impegnati”, per cui mi son trovato catapultato in mezzo ai grandi come Dalla, De Gregori, Venditti, De Andrè etc.

Oggi però con “Cuori di Vetro”, una nuova svolta artistica!

Ho passato un anno difficile dove la mia casa discografica, la WEA, non era più interessata al sottoscritto, ai miei dischi. Posso solo dire che ciò è stato positivo perché questo mi ha dato la spinta giusta per rimettermi al lavoro, fondando anche una mia etichetta – le figlie del vento- distribuito da Sonymusic. Sono contento di questo lavoro che ho fatto insieme ad artisti- amici straordinari e poi son sempre convinto che fare musica scrivere testi e cantare sia il mezzo giusto per entrare dentro i cuori delle persone!”.

di Gino Steiner Strippoli