Rent a Genova

aprile 19, 2001 in Medley da Redazione

17178(1)Al Politeama ho visto un pubblico abbastanza vario da comprendere sia giovani in jeans che anziane signore in abito da sera (magari abituate anche alle arie della Bohème). Tutti parevano apprezzare la musica e le scene di Rent, sostenendole con calorosi applausi. Personalmente non ho apprezzato oltremodo quello che ho visto. E non perché abbia una cultura operistica che mi trattenga dall’accettare il moderno in fatto di musica e spettacolo. No, semplicemente perché i temi trattati, droga, AIDS, emarginazione e la diversità in genere, forse avrebbero voluto un clima più trascinante. Una musica ancora molto più rock. Quello che si sentiva era più un’atmosfera distesa. Semplici scambi di melodie. Qualche tratto corale sul finale.

L’energia dei personaggi in scena, giovani e grintosi, era ben disposta e dinamica, ma a tratti si affievoliva per lasciare spazio ai dialoghi cantati, dove si udivano delle melodie belle ma nulla affatto tragiche. Un confronto? Penso all’enfasi tragica di una lirica sullo stile dei Queen (ad esempio Show Must Go On per un Freddie Mercury ormai sulla via della fine).

Il testo in italiano ha poi limato un po’ il ritmo del testo originale. Sottotitoli in italiano e liriche in lingua inglese avrebbero trasmesso più purezza e carica emotiva.

Rent di Jonathan Larson

Politeama di Genova

fino all’8 apr 2001

regia: Michael Greif e Fabrizio Angelini

direzione artistica e testi italiani: Michele Centonze

coreografie: Marlies Yearby e Alan Mingo

scenografie: Paul Clay

costumi: Angela Wendt e Lisa Zinni

di Paolo Pellegrini