Rai NuovaMusica: serata finale

marzo 30, 2006 in Spettacoli da Stefano Mola

ULTIMO APPUNTAMENTO

Sonia BergamascoRAI NuovaMusica 2006, rassegna che porta alle orecchie di tutti (ogni serata è a ingresso grauito) i suoni dell’oggi, o dello ieri più vicino, giunge al suo concerto conclusivo. Venerdì 31 Marzo alle 20.30, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI sarà guidata da Daniel Kawka, uno dei più richiesti direttori d’orchestra francesi.

Il concerto vedrà anche la partecipazione dell’attrice-cantante Sonia Bergamasco, che ha alle spalle un non comune curriculum: diplomata in pianoforte presso il Conservatorio Giuseppe Verdi e in recitazione presso la Scuola del Piccolo Teatro diretta da Giorgio Strehler. Potremo anche ascoltare tre verdissimi interpreti: Alberto Occelli, Simone Rubino, Giulio Sanna fanno parte del Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio di Torino (maestro del coro, Claudio Marino Moretti).

PROGRAMMA

Azio CorghiSi parte con la Sinfonia Seconda, di Alessandro Solbiati. Lavoro del 2005, scritto su commissione dell’OSN, viene qui presentato in prima esecuzione assoluta. La composizione si basa sul concetto di alternanza, grazie all’opposizione di un grande movimento veloce a un altrettanto grande movimento lento. Due volti di un medesimo sentire.

A seguire, The Shadows of Time di Henri Dutilleux. Commissionato da Seiji Ozawa per la Boston Symphony Orchestra, combina le risorse della grande orchestra con il linguaggio della musica da camera. Dutilleux si richiama a numerosi riferimenti letterari, tra cui Proust, Shakespeare e Anne Frank. Prima esecuzione italiana.

Infine, …Her Death! (ritratto di Sarah), di Azio Corghi, su drammaturgia poetica di Quirino Principe. Anche questa composizione, commissionata dall’OSN RAI, viene presentata in prima esecuzione assoluta.

Partendo dalle suggestioni dell’Amleto di Shakespeare e da un Masque di William Lawes, è un omaggio alla grande e venerata attrice Sarah Bernardt, ispirato al concetto di femminilità fragile, lunare, malata e persino inferma proprio della mentalità borghese del secondo Ottocento (leggete cosa ne dicono Corghi e Principe su SistemaMusica). Una curiosità: nell’organico orchestrale è prevista la glassharmonica. La scelta parte dall’analisi dello spartito autografo donizettiano della Lucia di Lammermoor, dove, invece del flauto obbligato, è indicato uno strumento definito armonico: una glassharmonica o di un gruppo di bicchieri musicali.

Accostare alla voce femminile un timbro puro, nitido e trasparente, prodotto da “movimento rotante”, è una prova del genio teatrale di Donizetti (e conseguentemente, di Azio Corghi). Si tenga inoltre presente che, fra Sette e Ottocento, gli esecutori dell’Armonica a cristalli rotanti erano donne e che l’uso dello strumento (inventato da Benjamin Franklin nel 1762) iniziò a decadere intorno al 1830 perché si riteneva che lo sfregamento dei bordi di cristallo avesse effetti negativi sul sistema nervoso dell’interprete.

di Stefano Mola