Radio station: frequenze dell’eros

maggio 12, 2002 in Musica da Gino Steiner Strippoli

30733(1)Patty/Strambelli è da sempre l’incarnazione dell’eros nel Pop italiano. Ascoltarla nel brano presentato a Sanremo, “L’immenso”, vuol dire entrare nel suo paradiso di atmosfere cariche di sensualità raffinata “…sono un diavolo che brucia davvero di passione in passione. L’amore io lo vivo sul serio, ho nelle vene quel rosso più intenso che mi accende se ancora ti penso e ti penso…”.

Ma Nicoletta è anche donna che canta e denuncia un mondo che brucia, come in “Captivity”, altro brano forte del suo ultimo album “Radio Station” (Pravitia – SonyMusic): “…siamo barbari incivili con i volti insanguinati da bambini, siamo stati nella faccia sfigurati, il dolore è già acquisito nell’aspetto inorridito, siamo qui su questa terra, riduciamo tutto i melma… il potere a chi ha già tutto e la fame a chi è affamato…”.

Un disco che alterna momenti dolci a linee oscure e cupe, cambi di frequenza di “Radio-Pravo”, che trasmette le sue emozioni, la sua freschezza, la sua solarità a chiunque si sintonizzi e ascolti. Dalla Nicoletta ci si può aspettare sempre e solo nuova innovazione musicale, ricerche sonore accattivanti accompagnate da testi maliziosi, ma tanto veri! E poi c’è il segreto di questa sua eterna giovinezza che la rende affascinante e sensuale come non mai.

D’altronde lei è sempre stata un “piccolo” mito italiano trasgressivo: parlano da sole le copertine della sua storia discografica che la ritraggono sempre bellissima è originale, basti ricordare “Grand Hotel”, “Munich-Album” e la stessa “Radio Station”; poi però c’è soprattutto la sua voce, i suoi testi, le sue canzoni a tirare fuori angosce, disperazioni, gioie, amori della gente.

Ma l’avete mai vista in concerto? La sua teatralità è quanto di più sopraffino possa essserci, la sua eleganza e mista alla provocazione dei sensi, senza mai scendere nelle volgarità comune a tante star internazionali. Tornando al suo ultimo lavoro discografico, c’è da sottolineare come l’evoluzione di Patty sia in continuo fermento, quasi un moto perpetuo, senza una direzione precisa, ma con tante frequenze “moderne”. Passiamo ad ascoltare la raffinatezza di “A me gli occhi”, realizzata con la collaborazione degli Avion Travel, momento poetico davvero elegante con Patty che canta divinamente: “…un giardino di carezze sopra il mare era quello che le mie orecchie mi sapevano raccontare…”. Arriviamo poi al duo giapponese dei Supercar, che le hanno scritto e tradotto “Fammi male che fai bene”, altro momento di eros indiavolato attraversato da uno struggente amore “…voglio berti, voglio averti, tu mi hai strappato il cuore tu non hai pudore, fammi male che fai bene, vado via fuori di testa perdo la ragione, vieni qui toccami, vieni qui bagnami…”.

Non mancano i ritmi caldi, scaldati da un sole brasiliano richiamato da due canzoni “Noi di là” (Lagoinha) di Carlinos Brown e “Ambra” di Adriana Calcanhotto. Un vero manifesto del Pop italiano, ma non solo, Patty lo regala in “Farfalla Pensante”: Apri – chiudi – sogni e bruci dentro me come ali di cera, riposi e posi l’idea geniale dell’amore dentro me come un seme nel cuore che corre e scorre tocca la fine e torna dentro…”.

Unicamente divina creatura: questa è Patty Pravo. Questa Strambelli di nome Nicoletta, unica diva della canzone italiana, con quel sorriso ammazzacuori che ha solo lei, un artista che ha nella coerenza del suo pensiero il suo grande pregio, infatti nella sua storia musicale non c’è mai stato un album simile ad un altro, poi la voglia di dire e di essere se stessa al di fuori da ogni regola, spregiudicatamente bella: un pensiero stupendo!

di Gino Steiner Strippoli