Pumpkin: una zucca trasformata in principe?

novembre 8, 2002 in Spettacoli da Redazione

“Pumpkin” di Tony R. Abrams e Adam Larson Broder, USA, 2002, 35 mm, 113’

32432(1)C’era una volta il mondo perfetto di una studentessa universitaria ricca e bella con amiche, parenti, fidanzato ricchi, belli e politicamente corretti.

C’era una volta una vita dorata, senza inestetismi e cadute di stile e c’era uno scopo preciso nella vita di Carolyn: vedere le “Alpha Omega Pi” vittoriose nella lotta contro la congregazione universitaria rivale per l’ambito premio “Sorority of the Year” del Greek College.

Come tutti i paradisi terrestri anche il mondo di Carolyn tradisce forzature.

Improvvisi impulsi di ribellione sono subito sedati dall’atmosfera conformista e ansiogena del campus, popolato da una fauna altoborghese competitiva e isterica.

Com’era prevedibile il sogno s’infrange e il migliore dei mondi possibili si trasforma in un incubo, Carolyn perde il proprio “centro”, i suoi valori cambiano, la felicità sparisce e il mondo crolla, a dimostrazione che la realtà è soggettiva e che quello che prima ci sembrava un idillio si può trasformare in incubo quando la nostra mentalità cambia e si apre una crepa nelle nostre certezze.

La bionda perfetta Carolyn s’innamora infatti di un ragazzo disabile dolce e sensibile che conosce il dolore, grande tabù delle società che mitizzano la bellezza, la prestanza fisica e la salute.

L’amore le rovina la vita ma la aiuta a capire la poesia e ad esercitare uno spirito critico troppo a lungo represso.

Come in tutte le fiabe che si rispettino il mondo diventa ostile per la giovane innamorata, Cenerentola snobba il principe – il fidanzato tennista – per il rospo che grazie all’amore migliora e cresce, tanto da volersi emancipare dalle cure e dai ricatti della madre che lo preferisce handicappato e dipendente e se ne infischia della sua felicità.

Il finale della storia è aperto e tutt’altro che confortante, come nella vita non c’è un lieto fine ma un “…continua”, non si sa se la scelta di Carolyn sia quella giusta e non si sa se i due innamorati saranno felici o se il loro amore sia destinato presto a svanire.

“Pumkin” non è una commedia universitaria (nulla a che vedere con “Animal House”) ma nemmeno un film sui “disabili” e sulla loro difficile interazione con il mondo “normale”, è una fiaba spesso grottesca e sopra le righe e forse proprio per questo suo stile barocco è un film sincero e vero.

E’ un film ben recitato (Christina Ricci è Carolyn, Hank Harris è Pumpkin), con una buona sceneggiatura e con momenti comici sottolineati da una colonna sonora intelligente.

di Elena Bottari