Pornodrome

maggio 30, 2003 in Musica da Gino Steiner Strippoli

…NASCE DA UN BISOGNO, SI MANIFESTA COME UN SOGNO…

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Un uomo dorme per terra, immagini veloci scorrono sullo schermo, fotografie underground contaminate da una dose afro-indiana, coltelli e mannaie si incrociano ridenti, il tutto mentre si scatena il canto di Samuel in una roccheggiante e incontenibile versione di “La Muda”. Queste le prime sequenze di un film” “Pornodrome: una storia dal vivo”, uscirà domani nei negozi di dischi e home video, presentato dalla Mescal, che farà parlare molto di se per i suoi contenuti molto angoscianti, drammaticamente underground, in una Torino stupendamente musicale dove l’amicizia di 8 personaggi, reali, si trasforma in una band capace di realizzare il “Pornodrome”. Scenografia impeccabile, scritta a 4 mani dal regista e videomaker Beniamino Catena e dal bassista dei Marlene Kuntz, Dan Solo,e prodotto dalla Milonga di Paolo Soravia.

Un film che documenta le tre settimane di preparazione di un unico concerto dei Pornodrome, band nata nel ’94 da un gruppo di amici uniti dalla comune passione per la musica rock e dall’intento di ripercorrerne l’evoluzione sino alle origini. Ed ecco che la miscela rock si tinge di un giallo crudo e denso di suspance. Infatti la complicità di un componente dei Pornodrome conduce alla porta di un regista, Mauro Negri, una giovane attrice svedese, Malin Norberg, per fare un provino musicale e poi…

Un gioco erotico, pornografico, mal amministrato si tinge di rosso sangue, con le sonorità, che riecheggiano tanto le atmosfere legate al periodo Doors, devastanti a corollare l’impeto e i dialoghi degli assassini. Frammenti di immagini si incrociano tra due storie di vita quotidiana che vengono miscelate ed unite dall’arguzia di Catena e Dan Solo, davvero bravi nella direzione del film. Oltre a Dan Solo, la band dei Pornodrome è formata da Samuel Romano alla voce (Subsonica e ex Amici di Roland), Tony Lionetti alla batteria (ex Amici di Roland), Rhobbo Bovolenta chitarra (Amici di Roland), Lallo Mangani (Amici di Roland), Mario Congiu chitarra, Anna Valpreda danzatrice afro e dal percussionista Claudio “Klinker” Klemenz. Co-protagonisti di “Pornodrome: una storia dal vivo” sono gli attori professionisti Andrea Bruschi, Mauro Negri, Rudy Borsella e Malin Norberg

Un film che ha poco di erotico e ha molto di erotico, dalla musica, dalla danza afro, dalle sonorità che nascondono la seduzione al realismo dell’affronto, della violenza alla donna. I molteplici dialoghi di tutti i protagonisti portano il film ad essere vetrina di una Torino ricca di arte ma anche di quella violenza spesso nascosta nei meandri dello spettacolo. Ed ecco che si susseguono le chiaccherate tra amici, le loro storie, i loro approcci alla musica, le prove, in cantina, dei brani da suonare al concerto, che si terrà poi all’Hiroshima. Il tutto però attraversato da un sottofondo sonoro molto spesso cupo, aleggiante un finale che non t’aspetti. Quel finale all’inizio intrigante, ma che nasconde l’ansia, la paura, l’inganno, la violenza carnale ed un sacchetto di plastica…intanto i Corsi e i Viali della Torino notturna corrono sulle auto dei “nostri”.

Un film per nulla facile, anzi, con Solo e Catena che hanno saputo riunire dialoghi, sorrisi, danze, canti, sguardi cupi, terrore ed esplosione emotiva su una pellicola che racconta una storia italiana, con i dialoghi dei musicisti in italiano mentre i co-protagonisti a dialogare in inglese (con sottotitoli in italiano) per rendere più veritiero più reale il tema. Bella e brava la Malin, ma agghiacciante la sua parte: “…puoi rubare la mia vita ma non la mia morte,…. dicon che se si muore giovani si avrà sempre un bel corpo,…. lasciami marcire da sola per il tuo piacere…”.

Le ultime immagini si fermano poi su una sgranata figura fantasma che corre sulle rive del Po accompagnata dal canto agguerrito dei Pornodrome con “Demoni e serpenti” cantata da un Sam davvero speciale. Pornodrome-film rimarrà sicuramente nel tempo come cult movie dell’underground cinematografico torinese mentre la band Pornodrome come dai musicisti dichiarato sono e saranno “un esperimento esoterico, la visione dello spirito dell’amore che soffre nella vana ricerca della sua antica purezza, dove musica e danze insieme sono strumenti al servizio di un rituale di percezione dove le emozioni scorrono libere, fluide, consapevoli e continue, senza e senza giudizio. Il Concerto diventa rito, l’esibizione diventa incontro, un teatro dei sensi in cui il bisogno della carne danza al ritmo del cuore per riaccendere il sacro fuoco, per ristabilire il contatto con l’infinito”.

di Gino Steiner Strippoli