Pomeriggio d’autunno

dicembre 11, 2002 in il Traspiratore da Redazione

Una tranquillità liquida

invade il mio io,

l’azzurro del cielo si scioglie sotto il mio sguardo,

la mia anima langue

distesa sopra i sassi del sentiero,

il profumo del sole mi riempie le narici,

arbusti rinsecchiti accarezzano il mio viso,

i miei pensieri

disegnano

i contorni di un mondo immaginario nell’aria che mi avvolge,

poi il mondo si anima d’improvviso:

le città di pietra,

dalle mille forme,

si risvegliano,

le nuvole precipitano a terra

a solleticarmi i piedi,

i sentimenti si mischiano alle pietre

e allegri scivolano dalle ripe scoscese,

il terzo occhio non abbraccia più l’orizzonte

e i contorni della realtà si mescolano ai miei respiri.

Mi rialzo così dal mio letto di terra

mi rimetto gli abiti della gente comune

e via nel pomeriggio che sfugge

ad inseguire la mia ombra che corre sul ruvido asfalto.

Il Traspiratore – Numero 40

di Gabriel