Piovono mucche

novembre 16, 2002 in Spettacoli da Redazione

“Piovono mucche” di Luca Vendruscolo, Italia 2002

32525(1)Il titolo allude al nonsense della vita, al fatto che il cielo non manda mai la soluzione giusta ai problemi del mondo? Per campi assetati di pioggia dispensa mucche o frigoriferi!

Nella comunità per disabili “Ismaele” piovono ogni anno giovani obiettori di coscienza, a loro sono riservati i “lavori sporchi”, a loro è delegata la cura dei malati.

Schiavi per un anno, i ragazzi devono sottostare agli ordini di dirigenti sensibili solo alla burocrazia e al denaro, inacapaci di badare alla vita dei loro ospiti.

Tappabuchi coatti, gli obiettori sono una risorsa preziosa in un sistema che ha imparato le gioie del lavoro non retribuito.

Senza conoscere nulla di medicina, con l’unico ausilio di un finto infermiere albanese, i ragazzi devono infilare cateteri, salvare malati da cospicue inalazioni di eroina, spostare il pesantissimo Francone dalla sedia a rotelle al letto, fronteggiare ogni complicazione.

Il neurochirurgo, lo psicologo e i coordinatori della comunità sono solo comparse, sparano sentenze, ripetono ossessivamente le stesse frasi ma è come se non ci fossero: la comunità sono i cosiddetti “ospiti” e i ragazzi che, nonostante l’apparente cinismo, si affezionano ai loro protetti.

I malati sono gente normale, un ex-camionista, un ladro dal sangue freddo e dal piglio da capo, una ragazza che odia la vita di comunità, un uomo maturo sempre in sella alla sua bicicletta, un ragazzo amante dei concerti rock e dei tappeti elastici, uno stornellaro, una ragazza dalle mani bellissime e con una predilizione per Thomas Mann.

Non ci sarebbe nulla di strano nella loro vita se queste persone non dipendessero in tutto dagli obiettori e se non venissero trattati dall’amministrazione della comunità come bambini a cui fare stupide festicciole di compleanno con tanto di gruppo scout strimpellante.

Quello che gli ospiti vogliono è sesso, ballo, musica rock, luna park, sigarette e poco ortodosse canne.

Uno dei problemi che emergono in questo film è la difficoltà di considerare i malati come persone adulte, con desideri adulti e vizi poco adatti alle nostre comunità.

Gli obiettivi di questi centri sono educare ed ispirare al bene oltre che curare, ma non offrire agli ospiti una vita divertente.

Gli obiettori si prodigano per questo organizzando feste e scampagnate notturne.

di Elena Bottari