Per Muzzi il primo “gol” juventino

gennaio 6, 2002 in Sport da Giovanni Rolle

E’ Roberto Muzzi a catalizzare l’attenzione del dopopartita di Juventus-Udinese. Il giocatore più atteso alla vigilia è stato il protagonista negativo di questa sfida in bianconero con il calcio di rigore parato da Buffon sullo zero a zero, dopo pochi minuti di gioco. Secondo gli esperti di mercato, la permanenza di Muzzi nel capoluogo friulano sarebbe ormai soltanto questione di ore, con il giocatore praticamente già della Juve. E mentre il tecnico dell’Udinese Ventura glissa sulle domande sul futuro dell’attaccante, il diretto interessato non smentisce e scherza sulla sua presunta prima “prodezza” da neojuventino: “Al termine della partita, i giocatori della Juve mi hanno detto che ho calciato il rigore nel miglior modo possibile; per loro sicuramente l’ho tirato nel migliore dei modi. Scherzi a parte, quando sono andato sul dischetto ho pensato solo a dove piazzare la palla. E’ stato bravo Buffon, volevo mettere la palla sulla destra, poi un suo movimento mi ha fatto cambiare idea”. Il giocatore si difende poi da chi lo accusa di aver cercato di strafare per convincere la società torinese ad acquistarlo: “Ho trent’anni e dopo dodici anni in serie A non credo di dover dimostrare niente a nessuno”. A dare un tocco di ilarità alla conferenza stampa ci pensa un cronista locale, il quale risponde all’invito del dirigente accompagnatore dell’Udinese affinché i giornalisti stringessero i tempi dell’intervista per consentire alla squadra di partire in tempo per il Friuli con una battuta: “Tanto Muzzi deve rimanere qui”.

Ventura dice di non saper niente sul destino del suo attaccante: “La società non mi ha fatto nessuna comunicazione. Comunque, se andrà alla Juve vuol dire che se lo è meritato; se resta, tanto meglio per me che potrò ancora averlo a disposizione” e si rammarica per l’occasione mancata: “Purtroppo il rigore sbagliato ha avuto delle ripercussioni anche a livello psicologico, senza dimenticare che eravamo arrivati a Torino in condizioni di difficoltà numerica”.

Sull’altro fronte, Lippi è la maschera della soddisfazione: “Abbiamo fatto un’ottima partenza fin dal primo minuto, poi abbiamo preso un contropiede e rischiato di andare in svantaggio. Tuttavia, sono convinto che, anche se fossimo passati in svantaggio, saremmo comunque riusciti a far nostra la partita, anche se avremmo naturalmente dovuto soffrire di più. In campo ho visto una Juve che ha ritrovato la forma migliore di tutti i giocatori, compresi quelli che all’inizio avevano incontrato delle difficoltà. Soprattutto i nuovi avevano bisogno di qualche mese per calarsi nella realtà della Juve, che è diversa da qualsiasi altro ambiente perché a Torino l’imperativo è sempre quello di vincere. Ma la cosa più importante è che tutta la squadra pare aver trovato la giusta unità di intenti. Prima della partita ho detto a Nedved che avrebbe segnato ed ho indovinato. Bravo anche Davids, che si è messo a giocare come sa”.

Il tecnico viareggino non esita a candidare la sua squadra per la vittoria dello scudetto: “Non vedo proprio perché dovremo essere tra le candidate. Se solo non avessimo gettato al vento due vittorie praticamente già acquisite contro Torino e Fiorentina avremmo girato a quota 35 e saremmo ad un solo punto dalla Roma pur non avendo vinto nessuno scontro diretto”.

Strepitoso Nedved

di Giovanni Rolle