Per i “bisogni” metropolitani c’è Vespa Siano

giugno 8, 2001 in il Traspiratore da Redazione

Ad oltre 50 anni di distanza dalla prima Vespa, ecco l’idea per un nuovo modello che “profuma” di XXI secolo: la Vespa Siano

Attento alle nuove esigenze, il nuovo motorscooter funziona a carburante naturale, ma il look, classico, ricorda da vicino la linea del primo prototipo di Corradino d’Ascanio, proprio grazie al contributo di un suo discendente diretto, Walter Corradino d’Ascanio. Segreti, aspettative e caratteristiche tecniche sono svelati in quest’intervista esclusiva proprio da W.C. d’Ascanio.

“Come ha vissuto il rapporto con il motorscooter più amato d’Italia, lei che è parente di Corradino d’Ascanio?”

Corradino, il “papà della Vespa”, era appunto mio nonno, per cui io ho sempre visto la vespa come una zia, una di famiglia. Ho cominciato a scorazzare per casa non su un comune triciclo, ma su una piccola Ape Piaggio.

“Si conferma una tendenza di famiglia: sulla carta, mi passi il termine, anche lei non avrebbe dovuto aver nulla a che fare con i motoveicoli.”

Sì è vero, mio nonno era ingegnere aeronautico ed io sono idraulico, del resto “scooter” fa rima con “water”!

“A differenza del vecchio motore, quello nuovo sembra essere molto attento al problema ambientale.”

Funziona ad energia pulita o, quantomeno, non inquinante. Proprio qui interviene la mia invenzione, perché la Vespa Siano è ecologica: la nuova marmitta cataliticantistitica termina in un tubo a collo d’anatra che impedisce la fuoriuscita di scorie verso l’esterno. Non c’è neanche bisogno di cambiare filtri sporchi o altro. L’aria non sarà molto più respirabile, ma sicuramente più sana.

La dualità scooter-motociclista viene risolta in una simbiosi, quasi un sistema indipendente autoalimentato, dove la vespa si nutre degli scarti del suo pilota, che a sua volta ne trae beneficio utilizzandola.

“Invece di chiamarla “vespa”, non sarebbe stato più corretto “mosca” o “scarabeo stercorario”?”

Mio nonno la chiamò Vespa perché il suono del motore gli ricordava un ronzio. Per coerenza, sentendo il mio, avrei dovuto chiamarla Fialetta o Pernacchione, ma mi sono dovuto attenere alle direttive della sezione pubblicitaria.

“Cosa ne pensa, invece, del problema dell’ abuso di alcolici?”

Per quel che riguarda la guida del mio scooter è chiaro che influisca direttamente sulle sue prestazioni. Si pensi che il suo buon rendimento, un litro ogni 20 Km, se si esagera con la birra, scende fino a un litro ogni 10 o 5 Km! In alternativa, un chilo ogni 40 Km per quanto concerne il “combustibile solido”, ma dipende molto da guidatore a guidatore… Per risultati ancora migliori suggerisco sempre di abbassare la testa e piegare il busto: i pregi di questa posizione non sono soltanto aerodinamici.

“Cosa direbbe per invogliare i suoi potenziali clienti all’acquisto?”

Quante volte in mezzo al traffico cittadino vi sentite bloccati ed avreste voglia di esplodere, ma non potete? La guida della mia vespa nelle metropoli talvolta sarà più dura, talaltra più sciolta, ma è un sicuro antidoto alla stitichezza degli incolonnamenti automobilistici e favorisce l’evacuazione dalle nostre vie del traffico di ogni giorno. Senza contare che lascereste senza parole tutti quelli che pensano che la vostra moto sia un cesso e voi degli stronzi! “

La critica più cattiva che hanno lanciato al suo nuovo modello è proprio quella di essere un “cesso”…”

Sempre meno cesso dell’ultimo “moscone torinese”, potrei ribattere io. Colgo l’occasione per sottolineare che l’interesse suscitato dalla mia idea non è un semplice fenomeno di massa, ma un successo dovuto ad abili manovre di marketing. Sono stati ingaggiati i Lunaplop, che hanno composto un remake del loro popolare single del nuovo martellante ritornello “Ma com’è bello andare in giro a mangiare nei prugneti,/ se hai una Vespa-Siano che ti toglie i problemiii!”. Con rinnovato spirito ecologico sono anche state varate campagne pubblicitarie riciclate come la famosa “Se la diarrea ti sorprende…Vespa Siano!”.

“Quali sarebbero le caratteristiche base di questo modello?”

Sono molte ed originali. Dall’indispensabile porta-giornalini di serie al classico raffreddamento ad acqua, fino al casco obbligatorio omologato, modello “night-vase”, da mettere sul capo, non sulla faccia. Copri sedile firmato “Docce&Gabinetti”, anche foderabile e coordinato con il tappetino. Sollevandolo diventa un comodo schienale e rivela un ampio vano profumato (a scelta gled o arbre magique), utilizzabile come porta-bagagli, che sul fondo presenta un sottile strato d’acqua, regolabile con un’apposita manopola, che consente di tenere in fresco bibite e frutti, ideale per i venditori ambulanti di pesce o verdure, ma anche per un semplice picnic. Di fianco alla ruota posteriore c’è lo spazio per il rotolo di scorta, utile per quando ci si ritrova nei pantani. Sono disponibili inoltre versioni più spartane come il modello alla turca (senza sedile in ceramica) o quello rettangolare, per chi non ama le comodità.

Per i clienti che amano vivere nei comfort esiste una vasta gamma di optional: getto d’acqua, stile bidet, all’interno del sedile per nettare le natiche o per alleviare le bruciature della giornata o di una notte di lavoro. Per non farsi derubare, una speciale catena antifurto, che, se strattonata, attiva un potente getto d’acqua che bloccherà anche il più stronzo dei ladri. Differenti verniciature per le carrozzerie: marrone e beige metallizzato, anche con sfumature tendenti al giallo o al verde, cara ai vegetariani.

“Un’ultima curiosità: nel nome della sua creazione, “Vespa-Siano”, scorgiamo un sottile gioco di parole. E’ stato cercato?”

Proprio così. Come si può supporre lo scooter è stato ispirato da Vespasiano, l’imperatore che risolse le lotte intestine con efficaci provvedimenti pubblici.

“In definitiva, pensa che gli Italiani dovrebbero andare sul suo Vespa Siano?”

Almeno una volta al giorno…

[Ogni riferimento coprolalico (nel senso originario del termine) o a motorscooter realmente esistenti è da considerarsi puramente casuale. Praticamente l’intero articolo è puramente casuale.]

Il Traspiratore – Numero 30

di Daniele Vitta