Notre-Dame de Paris a Torino

giugno 12, 2002 in Spettacoli da Redazione

31160Dal 19 al 29 di settembre giunge finalmente a Torino, al Palastampa, il celebratissimo musical con le musiche di Riccardo Cocciante e i testi di Luc Plamondon: Notre-Dame de Paris.

Per presentarne l’edizione torinese del musical che ha ottenuto un successo strepitoso in Europa e nel resto del mondo, si sono riuniti nelle sale del Comune di Torino il produttore, David Zard, il rappresentante del local promoter Radar-Metropolis e l’assessore Alfieri.

Per Torino, ospitare ‘Notre-Dame de Paris’ significa al contempo una grande occasione e una grande sfida, “una gara di progettazione e spettacolo”, come dice lo stesso Zard.

Questo spettacolo, infatti -rappresentato per la prima a Parigi, ottenendo il tutto esaurito ad oltranza, e poi a Bruxelles, Las Vegas, in Canada, a Londra, Milano, in Libano, a Barcellona e a Roma- presenta una notevole necessità di spazio e di strutture per la sua realizzazione. La sua rappresentazione è quindi di per sé un’opera d’arte per l’organizzazione e gli effetti speciali che richiede.

David Zard, che di sfide se ne intende -è notissimo per avere portato alla fama grandi artisti in tutta Europa- si è detto tranquillo che anche a Torino andrà tutto bene e il Palastampa sarà perfetto per ospitare l’opera.

Cosa non da poco, visto che a Roma si è addirittura reso necessaria la costruzione di un nuovo teatro, poiché mancava una struttura sufficientemente grande e nella quale fosse possibile disporre delle infrastrutture necessarie.

31159Le canzoni saranno già disponibili nella versione italiana di Pasquale Panella e gli artisti, come ha voluto Cocciante per ognuna delle versioni internazionali – l’opera è già stata rappresentata, oltre che in francese, sua lingua originale, in inglese, italiano e spagnolo – sono giovani per lo più ancora ignoti al grande pubblico ma avviati ad un successo sicuro.

D’altronde, è proprio ciò che si è verificato dalla prima rappresentazione dello spettacolo a Parigi. Le bellissime e commoventi canzoni, la recitazione ispirata, ha lanciato i giovani artisti nel mondo dello spettacolo e ne ha fatto dei veri e propri eroi del musical moderno. Le canzoni originali sono ormai divenute un classico nel mondo francofono e anglofono, canticchiate e riascoltate sulle emittenti di tutto il mondo: il disco ha già venduto dieci milioni di copie

Ma qual è la storia che ha ottenuto tanto successo con una musica così bella e moderna?

E’ una storia antica, tratta da un romanzo di Victor Hugo, ambientato nel 1482 a Parigi.

La giovane Esmeralda, rapita da piccola alla legittima madre da un gruppo di zingari, diviene zingara anch’essa e convinta d’esserlo per nascita, e, per vivere, danza sul selciato dell’imponente cattedrale di Parigi, Notre-Dame.

Affacciato dalle torri della chiesa, la vede tutti i giorni il campanaro gobbo e deforme, Quasimodo, e se ne innamora perdutamente e senza speranza. E non è il solo: anche Febo, capitano delle guardie, biondo e bello, passa e ripassa innanzi alla danzatrice e se ne incapriccia. Ricambiato da Esmeralda. Purtroppo di amore onesto non si tratta, anche perché il capitano è già promesso ad una giovane borghese di buona famiglia, Fiordaliso.

Esmeralda è anche il tormentone di Frollo, l’arcidiacono della cattedrale, che crede all’inizio di dedicarle tanta attenzione per lo sfregio che Esmeralda fa, con il suo atteggiamento libero di gitana, la sua bellezza selvaggia, i suoi canti e le sue danze profane proprio di fronte alla cattedrale, al simbolo della cristianità. In realtà, Frollo si accanisce tanto più contro la bella Esmeralda, quanto più capisce che in realtà ne è attratto anche lui morbosamente.

Spiando Febo ed Esmeralda che, tutti e due belli, tutti e due giovani, diventano fatalmente amanti Frollo viene colto da un attacco di gelosia, e in un impulso omicida pugnala Febo, ferendolo, e gettando poi la colpa su Esmeralda. Approfittando della situazione, le propone uno scambio abbietto: il suo corpo per la sua libertà. Ma Esmeralda non gli cede e indispettito Frollo la fa accusare anche di stregoneria.

Quasimodo, disperato di vederla in prigione, interviene e riesce a liberarla e a nasconderla nel suo regno, le possenti torri di Notre-Dame.

La manovra, però, non sfugge alla Corte dei Miracoli, l’organizzazione pro derelitti, mendicanti, ladruncoli che vivono per le vie della Parigi medioevale, la faccia nascosta della capitale, alla quale anche Esmeralda appartiene e dove è nota e amata. Costoro, fraintendendo le intenzioni di Quasimodo che, oltre che deforme, viene anche considerato non sano di mente, cercano di liberare Esmeralda provocando una rivolta.

Nella confusione che segue, Quasimodo ha paura per Esmeralda e la consegna a Frollo, credendo che questi sia di buone intenzioni. Ma Frollo la consegna immediatamente a Febo.

Le forze regolari hanno la meglio sui mendicanti insorti e a questo punto Esmeralda è una testimone scomoda per tutti: un gran peso sulla coscienza di Febo, che deve sposarsi con Fiordaliso e di Frollo, che ha svelato il suo desiderio per lei.

E viene impiccata.

Quasimodo, folle per il dolore, prima spinge Frollo giù da una torre e poi, prendendo il corpo della sua protetta, si condanna a morire insieme al suo corpo in una fosse comune.

31158(2)Una storia tragica, con grandi risvolti sociali già all’epoca in cui Hugo la scrisse, ma purtroppo, ancora oggi. E’ stata rappresentata a Parigi in un periodo in cui si stava prendendo una decisione per la legge sui “sans-papier”, ovvero tutti gli extra-comunitari che giungono senza documenti in Francia per trovare un lavoro, e anche in Italia è arrivata in un momento in cui tale argomento è di grande attualità. E non sono forse gli appartenenti alla Corte dei Miracoli, i poveri diseredati dalla società di allora, simili alla moltitudine di oggi che chiede di essere regolarizzata e di avere una vita normale?

Tuttavia, come ricorda giustamente Zard, questa è un’opera d’arte e come tale non va pensata come argomento in una disputa legislativa, o politica, ma apprezzata così com’è. Anche se spesso la musica ha il potere di aprirci la mente più di mille discorsi.

In ogni caso, io sono molto affezionata a questa storia. L’avevo letta al liceo come studente di letteratura francese, dove il mio illuminato professore mi aveva fatto notare la celebre parola che nel romanzo viene trovata scritta in una sala delle torri di Notre-Dame e che costituisce il vero filo conduttore della storia: ANARKIA, che in greco significa FATALITA’, come viene ricordato anche nel musical.

E per fatalità, senza dubbio, l’ho ritrovata a Parigi mentre vi soggiornavo per lavoro quando è stata rappresentata per la prima volta nel 1998. L’anno successivo era già così famosa, che come regalo aziendale per Natale, abbiamo ricevuto i biglietti per poterlo andare a vedere. Biglietti preziosissimi, visto che la gente faceva a botte per averli e c’era sempre il tutto esaurito!

Che dire dunque? Buona fortuna a Notre-Dame e ai suoi artisti. E’ uno spettacolo che vale la pena di essere visto, e congratulazioni al suo coraggioso produttore e ai promoter.

Sono certa anch’io che la città di Torino saprà accoglierla come deve.

Notre-Dame de Paris

19 – 29 settembre, Torino – Palastampa

Le prevendite iniziano il 20 giugno sui

  • circuiti Metropolis: tel. Infopoint: 011.535.529;
  • online: www.metropolis.radar.it
  • al Palastampa

    Prezzi per tutte le tasche… ammesso che riusciate ancora a trovare i biglietti!!!!

    di Gabriella Gibiino