Silvan Zingg, ambasciatore del boogie woogiea cura di
Claudio Arissone & Monica Mautino
5 lug 2003
35196

Le gocce di pioggia sul lungolago di Ascona si mescolano alle goccioline di sudore che scendono dalla fronte di Zingg al termine della sua scatenata performance. Davanti ad un bicchier d’acqua (è già troppo ‘fuori’ per qualcosa di alcolico), Silvan, dieci performance in dieci giorni al Festival, si racconta...

Com'è nata la tua passione per il boogie-woogie?
Mio papà suonava molti strumenti e in giro per casa avevamo un mucchio di dischi di vecchi pianisti neri… ho cominciato, quasi per gioco, ad imitarli. Poi un giorno ho sentito alla radio uno speciale sulla musica degli anni '20 e '30 ed è stato un flash: in quel momento ho capito quale sarebbe stata la mia strada.

La tua prima esibizione?
Inaspettata: avevo 17 anni, andavo al liceo e il mio professore di inglese era uno degli organizzatori del Festival Blues di Lugano. A pochi giorni dall'inizio, uno degli artisti diede forfait e i miei compagni di scuola, che conoscevano la mia passione per la musica, suggerirono al prof. di invitarmi. Sono diventato così il più giovane musicista mai apparso a quell’evento!
Sei uno dei pochi musicisti che ad Ascona riesce a far ballare il pubblico…
Non so perché, forse per la mia capacità di adeguare lo spettacolo all'ambiente, al pubblico che ho di fronte, che cerco di coinvolgere e far divertire! Essere "puristi" del jazz non vuol dire rimanere immobili ai concerti. In fondo ripresento il boogie-woogie come era negli anni '30, uno show per intrattenere e far ballare la gente.

35195Tra te e la tua band si vede una forte complicità, vi divertite quando suonate?
Assolutamente sì! Nuno suona con noi da quasi tre anni, è portoghese ed è un vero cultore degli anni '30 e '40. Pensate che colleziona anche i vestiti di quel periodo! Valerio invece lo conosco dall’adolescenza, ci capiamo al volo, essere sul palco insieme è una festa, improvvisiamo e ci divertiamo! [e Valerio Felice dice, scherzosamente: “Per suonare con Silvan, bisogna essere preparati al peggio… però ci divertiamo a guardarlo, è veramente una soddisfazione vederlo in azione”]

Dopo Ascona, il Festival di Cincinnati. Le differenze tra il pubblico europeo e quello americano?
Comincerei, anziché dal pubblico europeo, da quello svizzero: è "quadrato", ci vuole molta fatica per riuscire a coinvolgerlo. Per loro inoltre sono uno dei tanti, devo essere bravo per forza. In America invece sono una "star", un europeo che suona in modo virtuoso la loro musica.

Grazie a te Lugano ospiterà, il 23 e 24 aprile 2004, il Boogie Woogie Festival. Qualche anticipazione?
Spero di riuscire a ripetere il successo delle edizioni passate, che hanno visto spettatori arrivare da Londra, da Roma, dal Canada… Sul palco ci saranno due pianoforti a coda, suonati a rotazione da sei artisti di sei nazioni diverse, uno sarò io, ovviamente!



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