Non è un paese per vecchi

agosto 8, 2008 in Cinema da Barbara Novarese

TITOLO ORIGINALE: No Country for Old Men

Un film di Ethan Coen, Joel Coen.

ATTORI: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper, Stephen Root.

GENERE: Thriller

PRODUZIONE: USA 2007. – Distribuzione Universal Pictures

“Non è un paese per vecchi”… ampio spazio d’interpretazione per il titolo, inconsueto come il film.

Senza capo né coda, ma di una fisicità invidiabile che qualcuno ha tentato maldestramente di equiparare a Tarantino.

Diretto dai fratelli Coen e tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, nel 2008 ha vinto l’Oscar come miglior film, oltre che essere stato premiato per la miglior regia, migliore sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista. Tuttavia, nonostante quest’eccellente curriculum, la pellicola non è così strepitosa come promette la critica.

Il colore del sangue non la tinge di rosso ed il profumo del denaro non la rende appetitosa.

Come risvegliato da una scelta qualunque (fatta da un essere umano qualunque), un individuo silenzioso, pacato, infastidito dalle domande altrui, cammina portando con sè una bombola ad aria compressa ed uccide. Si annoia, non vuole sporcarsi i piedi con il sangue ed accenna un movimento del capo per esprimere la sua insofferenza di fronte alle vittime che pronunciano sempre le stesse parole: “Non sei obbligato a farlo”.

Gli effetti speciali sono assenti, la morte occupa tutto lo schermo e agisce anche in fuori campo.

Non c’è tensione.

La trama inconsistente, costruita intorno ai personaggi, segue la bozza di un thriller mal costruito eppure suscita effetto emotivo.

Non interessa al pubblico come finirà la storia piuttosto come finirà il film.

E’ davvero importante che Llewelyn Moss stia fuggendo con una valigetta contenente due milioni di dollari? O è più importante che si sia trovato nelle vicinanze di un camioncino circondato da cadaveri per una vendita di eroina non riuscita?

Dicono di Cormac McCarthy essere l’interprete letterario della violenza scaturita dai mutamenti avvenuti negli ultimi anni intorno alla frontiera messicana, tuttavia i fratelli Coen non sembrano voler esprimere le stesse tematiche ma solo utilizzarle come contorno all’idea di destino che pervade l’intera pellicola.

C’è il cattivo, ma non è semplicemente cattivo. C’è l’innocente, ma non è semplicemente innocente. C’è la vittima, ma non è semplicemente vittima. C’è lo sceriffo che si domanda perché e vorrebbe trarre in salvo Llewelyn da una morte certa. C’è Llewelyn che fugge la morte sapendo di morire. C’è la morte… che non si ferma di certo con la fine del film.

di Barbara Novarese