Nasce lo Juventus club ‘Giovanni Agnelli’

gennaio 28, 2004 in Sport da Roberto Grossi

Dopo i due giorni di riposo concessi da Lippi al termine del posticipo contro l’Empoli oggi la Juventus è tornata ad allenarsi al centro Sisport per preparare al meglio il prossimo turno di campionato che vedrà i bianconeri impegnati domenica prossima contro il Chievo tra le mura amiche del ‘Delle Alpi’. Una doppia seduta, mattutina e pomeridiana, ha permesso al tecnico viareggino di constatare la condizione di tutti gli elementi della rosa e di catechizzare a dovere la squadra, reduce dal pesante fardello dei tre gol subiti al ‘Castellani’ dall’ex Tommaso Rocchi.

Sotto accusa però, non è soltanto la retroguardia ma tutta la fase difensiva della squadra che nel corso delle prime 18 giornate di campionato è riuscita a subire 21 reti. Evento più unico che raro, al negativo, per la squadra bianconera, da sempre impegnata a costruire i propri successi sull’inviolabilità, o quasi, della propria porta. Per ovviare a questa grave defaillance Lippi potrebbe proporre diverse soluzioni, la prima delle quali, molto gettonata, è il rientro in squadra dell’ex-clivense Nicola Legrottaglie (autore della rete del pari nella gara d’andata al ‘Bentegodi’), ormai guarito dai problemi fisici che lo hanno frenato in questa prima parte di stagione e seriamente motivato a dare il meglio delle proprie ragguardevoli qualità da qui alla fine del campionato. L’indiziato numero uno a fargli posto è Mark Iuliano (confermato invece l’altro centrale Montero), con Thuram e Zambrotta a coprire le fasce. Un’altra soluzione, molto meno probabile, è quella di spostare il francese al centro (suo ruolo prediletto), con conseguente inserimento di Pessotto sulla destra, aspettando il rientro ormai imminente di Ciro Ferrara, baluardo difensivo a dispetto dell’età ormai avanzata e autore di prestazioni più che positive ogniqualvolta Lippi lo ha chiamato in causa.

Per ovviare alle troppe reti subite il tecnico bianconero punterà però, soprattutto, su un diverso atteggiamento mentale che dovrà coinvolgere tutta la squadra. Il viareggino chiederà maggiore attenzione verso la fase difensiva a centrocampisti e attaccanti: più cattiveria e determinazione nel difendere la propria rete, a costo di sacrificare qualcosa in fase d’attacco, dove la Juve, con 41 reti all’attivo, è la squadra più prolifica. Lippi ha ripetuto più volte (e da diversi pulpiti) nei giorni seguenti al deludente pari in terra toscana, questo pensiero, e sulla stessa lunghezza d’onda si è accodato oggi, da Roma, Gianluigi Buffon. Il portierone azzurro ha compiuto per l’occasione 26 anni e insieme ai massimi dirigenti bianconeri Luciano Moggi e Roberto Bettega e ai compagni di squadra Antonio Conte e Alessandro Birindelli ha festeggiato il compleanno in occasione del battesimo dello Juventus club ‘Giovanni Agnelli’ (un club molto particolare, istituito nientemeno che a Montecitorio e di cui fanno parte un centinaio tra deputati e senatori tra cui i due presidenti Nerio Nesi e Giuseppe Gallo, tutti di provata fede juventina).

Dalla sala conferenze di Palazzo Marini Buffon ha confermato le convinzioni del suo allenatore: “Dobbiamo fare tutti, io per primo, autocritica – ha ammesso il numero uno juventino – e prestare maggiore concentrazione alla difesa della nostra porta se vogliamo ottenere risultati. Gli scorsi anni, con le buone o con le cattive, riuscivamo a portare a casa la vittoria, ora siamo più superficiali. Dobbiamo ritrovare l’antico atteggiamento, questa è l’unica soluzione per continuare a vincere”.

Si domanda a Buffon, quasi unanimemente riconosciuto come il numero uno al mondo tra i portieri, quale sia il suo ‘vice’: “Ammiro molto il rossonero Dida, lui ha fatto grandi progressi ed è diventato davvero bravissimo. Poi, ovviamente, può commettere degli errori, come succede anche al sottoscritto, ma è indubbio che dà sempre grande sicurezza alla sua squadra. All’estero? Vedo bene il giovane portiere dello Stoccarda”.

Sul processo-doping che va in scena a Torino Buffon preferisce glissare: “Scusatemi ma personalmente questo dibattito non mi tocca, non ho vissuto quei momenti”.

Mentre il d.g. Luciano Moggi si sofferma solamente sull’inaugurazione del nuovo, prestigioso sodalizio (“La Juve riesce a mettere insieme destra e sinistra, tante idee diverse unite da un’unica passione: speriamo di ricambiare in campo questo entusiasmo”), e nega possibili nuovi acquisti (“Non compreremo nessun giocatore sino a fine stagione”) ci pensa il vice-presidente bianconero Roberto Bettega a rispondere indirettamente alle accuse del patron romanista Sensi, il quale, ieri, aveva definito ‘anomali’ i conti di Juve e Milan: “La nostra unica anomalia è quella di vincere gli scudetti – ha replicato Bettega – quindi non so a cosa si riferisse Sensi. Vincere senza avere un bilancio a posto è più facile perché l’attenzione ai conti è sempre più ardua in un mondo ammalato come il nostro. Bisogna riscrivere regole chiare e rispettarle”.

di Roberto Grossi