Nam June Paik a Palazzo Cavour

novembre 3, 2002 in Arte da Redazione

32315(1)Singolare la nuova esposizione organizzata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte in via Cavour 8 a Torino: lungo le sale di Palazzo Cavour, Marisa Vescovo, Lucio Cabutti, Denis Curti, con la collaborazione della Fondazione Italiana per la Fotografia e dell’Accademia Internazionale Arti e Media, hanno invitato a esporre le proprie opere l’artista coreano Nam June Paik. Proprio lui, lo strabiliante iniziatore della ricerca espressiva con il video, il sorprendente, sensazionale, illegale, creativo antimusicista, decostruttore del linguaggio del mezzo televisivo.

Il giocoliere elettronico si esibisce sotto forma di installazioni, laser paintings, fotografie e video a Palazzo Cavour a Torino fino al 17 novembre 2002. Al suo fianco la violoncellista americana Charlotte Moorman, una delle protagoniste più originali della scena sperimentale newyorkese degli anni Sessanta e Settanta, il robot K-456, con cui ha suonato PLUS-MINUS di Stockhausen,

Singolare la nuova esposizione organizzata dall’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte in via Cavour 8 a Torino: lungo le sale di Palazzo Cavour, Marisa Vescovo, Lucio Cabutti, Denis Curti, con la collaborazione della Fondazione Italiana per la Fotografia e dell’Accademia Internazionale Arti e Media, hanno invitato a esporre le proprie opere l’artista coreano Nam June Paik, lo strabiliante iniziatore della ricerca espressiva con il video.

Si tratta della prima esaustiva personale relativa al periodo del sodalizio dell’artista con la violoncellista americana Charlotte Moorman, una delle protagoniste più originali della scena sperimentale newyorkese degli anni Sessanta e Settanta. Sensazionale il loro happening del 1967, Opera Sextronique, in cui la musicista, convinta da Paik, mette due piccoli televisori sul seno nudo mentre suona un “violoncello” composto da tre monitor che disegnano un corpo femminile. Esibizione che alla Moorman costò l’arresto e il soprannome di “la violoncellista in topless”.

Il percorso espositivo è articolato in più sezioni. Quella video è curata da Lucio Cabutti, quella fotografica da Denis Curti, quella pittorica e relativa alle installazioni è sotto la supervisione di Marisa Vescovo.

Si comincia con le video-sculture di Paik e della Moorman, eseguite anche a quattro mani, del periodo Fluxus (1960-1974), movimento di cui fu uno dei fondatori insieme a Joseph Beuys e Jonh Cage. Si prosegue con le opere tridimensionale della Moorman ispirate al violoncello e alle installazioni di Paik, tra cui Cavallo antico indonesiano con 6 televisori con 6 direttori d’orchestra.

A proposito di questa realizzazione Marisa Vescovo si rende conto che «Paik, collezionando tanti oggetti ormai fuori del contesto storico (vecchie radio, carcasse di televisori, e opere di antiquariato minore) crea ibridazioni che complicano la nostra “tradizione” visiva, e salvano qualcosa dalla tirannide dell’utilità e dal consumo, creando infine un’enorme, infinita, collezione che ormai vive, frammentata per il mondo».

La Moorman è poi soggetto degli sguardi fotografici di Paik e del fotografo Peter Moore durante le sue provocatorie performances fra il 1964 4 il 1974.

Infine la sezione video: da una postazione interattiva sarà possibile accedere a un archivio degli oltre 450 minuti-video di Paik e della produzione su Paik e sulle sue esibizioni, per la maggior parte visibili per la prima volta.

Nam June Paik

Periodo: fino al 17 novembre

Luogo: Palazzo Cavour – via Cavour, 8 – Torino

Orario: 10.00 – 19.30 tutti i giorni, eccetto giovedì (10 – 22) e lunedì (chiuso)

Informazioni: tel. 011.530.690 – www.palazzocavour.it

di Barbara Cantoia