Medici illustri: François Rabelais

settembre 18, 2005 in Medley da Redazione

Francois RabelaisIl nome di Rabelais è indissolubilmente legato all’opera letteraria che ne consacrò la fama: Gargantua e Pantagruel, i due giganti, padre e figlio. Ma Rabelais fu molto più di uno scrittore. Tentare infatti di scrivere la sua biografia senza scivolare nella leggenda è quanto mai difficile, non solo per le scarse notizie sulla sua personalità ma perché il suo percorso personale ed intellettuale è disseminato da numerose zone d’ombra.

Nasce nei pressi di Chinon, da padre avvocato, verso il 1490. Nulla si sa né della sua infanzia né dell’adolescenza: probabilmente è stato novizio presso l’abbazia francescana di Angers.

Nonostante la cattiva fama di ubriacone e di giocatore che lo accompagnò, non sembra affatto conducesse una vita così dissoluta (soprattutto per un religioso!). Fu infatti prima francescano, poi benedettino, poi curato. (Lascerà definitivamente gli ordini religiosi verso il 1525, cosa che gli permetterà di viaggiare in Francia nelle città universitarie di Bordeaux, Tolosa, Parigi e Montpellier e di recarsi varie volte in Italia, a Roma). Rabelais fu innanzitutto ed essenzialmente un umanista.

Il suo universo culturale era vastissimo e la sua ambizione era di istruire divertendo per questo scelse la truculenza e la risata per esprimere le proprie idee.

Nelle sue opere riuniva cultura e buon umore e invitava i suoi lettori a: rompere l’osso e succhiarne il sostanzioso midollo, e a fare tutto questo ridendo perché il ridere è proprio dell’uomo.

Nel corso della sua vita, relativamente lunga, fu dunque un religioso, un medico, un traduttore, uno scrittore ed un umanista.

Come medico Rabelais ottenne il baccellierato presso la Facoltà di Medicina di Montpellier alla non più verdissima età di quarant’anni. Come soggetto del suo corso di studi scelse le spiegazioni degli “Aforismi” di Ippocrate e della “Arte medica” di Galeno del quale possedeva un manoscritto.

Visto il successo dei suoi studi, li raccolse in un piccolo libro che fece pubblicare corredato da note in greco e in latino.

Pochi anni dopo fu nominato medico addetto del Grand Hostel Dieu de Nostre Dame du Pont du Rosne mentre, nello stanno anno, pubblica a Lione il primo libro della sua opera più famosa: Garagntua e Pantagruel.

In seguito esercitò ed insegnò la medicina in tutto il regno di Francia; tenne ad esempio un corso sul testo greco delle “Prognosi” di Ippocrate.

Sostenitore dell’importanza delle dissezioni anatomiche quale unico, vero strumento di conoscenza del corpo umano, fu sottoposto a pesanti sanzioni dalle autorità politiche e religiose. Protetto dal re Francesco I riuscì a entrare al servizio di Guillame du Bellay, fratello del Cardinale e governatore del Piemonte.

Alla morte annunciata del re e temendo di restare senza protezione si rifugiò a Metz ove fu medico della città per poco più di un anno in cambio di un salario che, a malapena, lo teneva fuori dalla miseria.

Nel frattempo pubblica il Quarto Libro di Pantagruel, anche questo censurato dalla Facoltà di Teologia e dal Parlamento. Si trasferisce infine a Parigi, dove muore, due anni dopo, nel 1553.

La pubblicazione di questo articolo rientra negli accordi di partnership tra il nostro magazine e Cidimu.it, sito specializzato nella diagnostica e medicina on line.

di redazione Cidimu