Marginalia all’Esapce

novembre 15, 2002 in Spettacoli da Redazione

E’ cominciata il 5 novembre la rassegna “Marginalia” in scena all’Espace di via Mantova, organizzata dal trentennale gruppo teatrale CSD, diretto da Beppe Bergamasco e Ulla Alasjarvi. Il cartellone propone le compagnie torinesi che hanno una visibilità ridotta nell’ambito teatrale della città, ma che lavorano con profondo impegno e costanza verso una ricerca del tutto personale e peculiare. Ha inaugurato la quinta edizione della rassegna il gruppo Anticamera Teatro (5 e 6 novembre) con “Al salone nuovo mondo”, a seguire Barrito degli Angeli e Gruppo Tersocchio con, rispettivamente, “Le lacrime amare di Petra Von Kant” (16 e 17 novembre) e “Tracce” (18 novembre). A dicembre il Tetaro dell’Ora esatta proporrà “Terr@ la linea della vita” (1 dicembre), mentre Pathfinder Teatro metterà in scena “Crepar dal vivere” (2 e 7 dicembre). Infine Gruppo Essenziale con “Avvistamenti” (13 dicembre) e la serata Open House (una serata aperta per chi vuole esibirsi con pittura, voce, muisca, teatro, danza, poesa, ecc…) chiudono la rassegna.

Come detto, ad inaugurare il cartellone spetta alla compagnia Anticamera Teatro con “Al salone nuovo mondo”, ispirato ad un testo di Peter Handke, “Insulti al pubblico”. La compagnia nasce nel 1996 dall’iniziativa di alcuni allievi diplomati alla scuola Tangram Teatro, e in 6 anni ha portato in scena già un consistente numero di spettacoli, tra cui anche “Sagome”, completamente scritto e prodotto dalla compagnia, presentato, tra l’altro, al Gobetti. “Al salone nuovo mondo” pone gli spettatori al centro dell’alternarsi tra teatro e metatetaro che avvolge lo svolgersi dell’azione surreale del salone nuovo mondo – dove domina la finzione allegorica del “rappresentativo” – e dell’interpretazione dei divertenti Nunzio Valente e Gianfranco Franzoni. Quest’ultimi interpretano se stessi divertiti e compiaciuti ad osservare gli spettatori che recitano la parte di loro stessi in un tempo, in un luogo e in uno spazio che è lo stesso sia per chi parla che per chi ascolta. Tutta la scena diventa praticabile e sfruttabile nella sua realtà oggettiva, nulla è allegorico, la finzione del teatro è infranta fin da subito, e solo per concessione agli spettatori si possono gustare i frizzi e i lazzi, le tragedie e le lacrime del “Salone nuovo mondo”, parodia e stereotipizzazione del teatro d’intrattenimento, conclusasi con la triplice apprazione applaudita dei brillanti Marco Manfredini, anche regista della compagnia, Katiuscia Cristella e Gianni De Luca. Ma non siamo alla fine! Gli spettatori non possono andarsene prima di aver ricevuto i garbati insulti di Nunzio e Gianfranco ad un pubblico inerte e immobile di attori falliti, che rimangono interdetti all’uscita di scena dei due simpatici interpreti… D’altronde, il teatro non esiste più!

di Alan Vai