Madre Russia

febbraio 4, 2009 in Fotografia da Stefano Mola

Madre RussiaSoltanto a guardarla sulla cartina, c’è da chiedersi come sia possibile tenere insieme tutta quella terra, tutte quelle genti, tutte quelle lingue. La Russia è un grande abbraccio, una mano in Europa e l’altra quasi in America. In mezzo pianure e montagne, storia, letteratura, sofferenze, sogni. La Russia, quando ti ci soffermi un attimo, è difficile anche da pensare. Certo, hai letto magari Guerra e pace, Delitto e Castigo, il Maestro e Margherita. Hai vissuto quando ancora si chiamava URSS, forse quando era ancora una specie di sogno, prima di aprire gli occhi. Hai in mente delle immagini, briciole: la Piazza Rossa, il Cremlino. È uno di quei paesi che forse pensi di conoscere prima di esserci stato, ma se ci andassi davvero?

La fotografa Gisella Molino questa estate ha fatto un viaggio in Russia. Le sue foto si possono vedere all’Alchimista (via delle Rosine 10, Torino), a partire da Giovedì 5 Febbraio (aperitivo di inaugurazione a partire dalle 20:00).

Gisella in Russia ci è andata da sola, che è poi il vero modo di viaggiare davvero. Quando fai così, gli occhi cambiano. Sono sempre i tuoi, certo, ma più aperti, e in due direzioni. Prima di tutto verso fuori, senza nient’altro che li distragga, pronti ad assorbire tutto, a farlo cozzare con la meraviglia e i punti interrogativi e con quello che sapevi e quello che pensavi di sapere e quello che invece non sapevi per niente. Poi verso dentro, per parlarti e ascoltarti, perderti e ritrovarti. Viaggiare da soli è come fare il pieno: quando metti in moto, inizi a raccontare.

Ombre sulla Piazza RossaLe fotografie di Gisella sono di Mosca e San Pietroburgo. Ha trovato un paese a metà, dubbiosamente sospeso tra la pesantezza burocratica del passato e la leggerezza sognata del tutto è possibile. Tra periferie a blocchi sovietici con porte sbarrate e codici per entrare e la bellezza delle ragazze che vogliono uscire, fare, provare. Tra la povertà governata dai bisogni più elementari e la ricchezza sguaiatamente ostentata. La fierezza d’un popolo letta negli sguardi e nell’amore per la famiglia e i figli. I matrimoni in limousine e le vecchine agli angoli delle piazze che vendono una manciata di frutti di bosco. Cortili fatiscenti dietro palazzi dalle facciate meravigliose. Uno che potrebbe essere Dostoevskij a passeggio lungo i canali, o all’angolo d’un ponte.

Come sempre i nomi sono scatole che quando provi a riempirli per davvero ti rendi conto di quanto siano insufficienti. Dici Russia, e non hai detto niente. Però la fotografia racconta non solo quello che hai guardato, ma il come: allora forse in fondo racconta molte cose di chi guarda.

Questa mostra racconta anche Gisella. Racconta uno sguardo onnivoro, sempre venato d’affetto, di curiosità, di gioia. Ma anche malinconia, attenzione e attrazione per le ombre, le shilouette. Sa alternare profondità e leggerezza, come bisognerebbe sempre cercare di fare. Con la voglia di immergere le mani nella vita, oltre a volerla e saperla guardare e fermare nel rettangolo d’una foto. Per farvi un’idea delle sue foto, visitate il suo sito. Ma non mancate la mostra dal vivo: le foto stampate e incorniciate sono sempre un’altra esperienza.

La mostra sarà visitabile per tutto il mese di Febbraio.

di Stefano Mola