Luci in Galleria. Da Warhol al 2000

febbraio 18, 2001 in il Traspiratore da Claris

E’ facile immaginare che il nome Sperone sia sconosciuto o quasi al grande pubblico. Del resto dedicare una mostra a chi per mestiere organizza esposizioni d’arte può sembrare strano. Sarebbe un po’ come scrivere un libro di narrativa parlando di un editore; si rischierebbe di fuorviare in un saggio o in una biografia.

Ancora una volta, invece, i responsabili artistici e i curatori di Palazzo Cavour hanno avuto un’idea geniale nell’offrire al pubblico una mostra che solleticasse la curiosità e permettesse di conoscere un personaggio, per di più con profondi legami con Torino, molto conosciuto in tutto il mondo, e non solo nel suo campo d’attività specifico.

La mostra raccoglie una selezione delle opere esposte nelle diverse personali e collettive organizzate da Gian Enzo Sperone, fra Torino, Roma e New York, documentando l’attività di un gallerista che è stato tra i protagonisti internazionali delle vicende artistiche più innovative. Sono raccolte le opere di più di sessanta protagonisti, tra cui Anselmo, Boetti, Lichtenstein, Merz, Paolini, Pistoletto, Rauschenberg, Warhol, Zorio.

Sperone ha iniziato la sua attività a Torino nel 1964 (con una galleria all’angolo tra via C. Battisti e via C. Alberto, di fronte all’edificio dove visse Nietzsche) e la prosegue, oggi, a Roma e, insieme ad Angela Westwater, a New York. Negli anni Sessanta la sua galleria è stata il principale centro in Italia del nuovo clima artistico internazionale, inizialmente attraverso la presentazione dei più significativi esponenti della Pop Art americana, quindi con la scoperta e la valorizzazione degli artisti dell’Arte Povera, in diretto rapporto con gli artisti americani ed europei dell’area minimal, processuale e concettuale. A partire da questa esperienza torinese, Sperone ha sviluppato la sua attività, aprendo nel 1972 le nuove sedi di Roma e New York. Pur continuando a documentare l’opera dei poveristi e dei concettuali, fin dal 1975 egli ha seguito con attenzione l’annunciarsi di nuove sensibilità e modi espressivi, confluiti poi nel fenomeno del ritorno alla pittura, e ha contribuito in modo decisivo al successo della Transavanguardia a New York negli anni Ottanta.

Se nei primi tre decenni la sua attività si è identificata nel confronto e nel dialogo tra arte americana e arte europea, oggi essa tiene conto dell’allargamento dei confini del sistema dell’arte e del pluralismo delle opzioni estetiche, focalizzando l’attenzione sulle proposte capaci di reinterpretare in termini innovativi i codici della pittura.

“Qualche cosa mi sembra di aver appreso: non aveva ragione Duchamp quando affermava che l’opera d’arte perde la sua forza espressiva dopo trent’anni. Le cose che ho visto, amato, detestato, sono lì a testimoniare il contrario, suggestive come allora.” [G. Sperone, “La metafora Trovata”]

 

Gian Enzo Sperone

35 anni di mostre fra Europa e America


Periodo: fino al 14 gennaio 2001

Orario: da martedì a domenica h. 10 – 19

Sede: Palazzo Cavour – via Cavour, 8 – 10123 Torino

Ingresso: L. 12.000 intero, L. 8.000 ridotto

Info: tel. 011/530.690

Il Traspiratore – Numero 27

di Claudio Arissone