Louise

luglio 7, 2008 in Libri da Stefano Mola

Titolo: Louise
Autore: Eliana Bouchard
Casa editrice: Bollati Boringhieri
Prezzo: € 16,00
Pagine: 250

LouiseChi è la Louise di cui ci racconta l’esordiente Eliana Bouchard, con questo romanzo in corsa per il Premio Campiello edizione 2008? È una donna vissuta quasi cinque secoli fa. Un tempo in cui la cristianità è dilaniata. Lutero, Calvino, la diffusione della riforma protestante, che in Francia si declina negli Ugonotti. Louise è la figlia dell’ammiraglio Gaspard de Coligny, sotto la cui guida i predicatori protestanti raggrupparono una considerevole armata. Enrico di Navarra e la casata dei Borboni si allearono con gli Ugonotti, aggiungendo ricchezze e commerci alla forza ugonotta, tra cui sessanta città fortificate che posero una seria minaccia alla corona cattolica e a Parigi per le successive 3 decadi.

Il punto di svolta che fa saltare i percorsi della storia privata e di quella pubblica è il 24 agosto 1572, San Bartolomeo. In quella notte e nei giorni successivi i cattolici massacrarono circa 70.000 Ugonotti. Tra gli altri, Louise perde il padre e il marito. Riesce a sfuggire rifugiandosi nell’ambasciata inglese. Ha diciassette anni, una buona cultura, la passione per la musica e una vita da esule che le si spalanca davanti. Savoia, Svizzera, a misurare in maniera più o meno maggiore

Tu proverai sì come sa di sale

lo pane altrui, e com’è duro calle

lo scendere e’l salir per l’altrui scale

Tornerà in Francia, ma ci rimarrà per poco. Il secondo snodo della sua vita è il matrimonio con Guglielmo il Taciturno, che la chiede in moglie. Guglielmo si rivela come un uomo pieno di fascino, pronto a lottare per la liberazione dei Paesi Bassi dal dominio spagnolo. Alla morte di Gugliemo, Louise seguirà il figlio da lui avuto nella sua battaglia per salvare le province del nord che lo porta ad allearsi con l’ala più estremista del movimento calvinista. Ancora una volta, apparentemente, Louise si trova dal lato sbagliato della storia.

Questa è storia, quella che si trova su tutti i libri, o anche a portata di click, in rete. Quello che invece troviamo in più, nel libro, è propria la canzone senza pause che del romanzo è sottotitolo. Troviamo il quieto monologo interiore di Louise, che ci parla in prima persona, attraverso il suo sguardo attento, mai intransigente, uno sguardo che non si lascia mai travolgere dall’odio, incline alla malinconia e concentrato negli affetti e nei ricordi per i cari, quelli che non ci sono più, quelli che sono dispersi e lontani.

Non mi sembra una scelta per nulla facile quella di raccontare la storia d’una donna in un tempo così lontano da noi. C’è il rischio che il linguaggio tradisca il calco del tempo, oppure che sembri eccessivamente artificioso, reinventato. A me sembra che Eliana Bouchard esca molto bene da questa prova, proprio grazie alla credibilità della sua scrittura. La sua Louise è viva, c’è, ci parla. Non sembra per nulla finta. Lo stile di Eliana è piano, preciso, sa toccare i dettagli senza farsene sovrastare, senza accumularli per dimostrare documentazione, o per l’affanno di ricreare tempi e luoghi.

Inoltre, questa vicenda, sospesa tra la sensibilità religiosa, la grande storia, i privati affetti, non è aliena da specchi per il nostro presente. E averla raccontata attraverso gli occhi di una donna, ci è sembrata una scelta bella, e importante. Un piccolo plauso finale anche per la delicatissima copertina, perfettamente adeguata alle parole che custodisce.

di Stefano Mola