Lo zio d’America

ottobre 27, 2002 in il Traspiratore da Federico Danesi

Marliana, provincia di Pistoia, 460 metri sul livello del mare, un migliaio di anime sparse sulle colline, non contando i (pochi) turisti estivi. New York (non solo l’11 settembre…) è lontana anni luce. Eppure c’è qualcosa che le accomuna. E’ l’ex sindaco Rudolph Giuliani, nato e cresciuto nella Grande Mela, ma le cui origini sono profondamente toscane, profondamente montagnine.

Angiolo, bisnonno di Rudy, infatti, partì nei primi del ‘900 per gli States e lì si fermò. I suoi fratelli, invece, rimasero in Toscana, tra Marliana, Montecatini e la Garfagnana. Da Angiolo nacque Rodolfo, da lui Harold e da quest’ultimo Rudolph. Da Agostino, fratello di Angiolo, Luigi, che ebbe Vittorio, figura storica del comune di Marliana e cugino in secondo grado di quello che il ‘Time’ ha definito l’uomo dell’anno per il 2001.

Per anni il ramo italiano dei Giuliani ha cercato notizie dei parenti emigrati così lontano senza nessun risultato. Poi è uscito lui, Rudy, il procuratore incorruttibile, l’uomo che ha annientato la mafia di New York. Così è stato possibile creare un contatto, grazie anche all’intercessione di Michael Stern, giornalista e filantropo, l’uomo che per ultimo ha intervistato il bandito Giuliano e che è stato il grande finanziatore delle campagne di Giuliani per la poltrona di numero uno a New York.

Nel febbraio del ’99, con una delegazione guidata da Adolfo Urso, il primo incontro ufficiale in terra d’America. A casa Giuliani, il sindaco dal cuore italiano, ha ricevuto il cugino Vittorio, suo figlio Agostino e suo nipote Omar, che gli hanno consegnato la cittadinanza onoraria di Marliana, previo impegno di venirla poi formalmente a ritirare in Italia.

Quest’estate abbiamo incontrato Agostino Giuliani che ci ha raccontato: “La somiglianza tra mio padre e Rudolph è impressionante e lo hanno riconosciuto soprattutto loro. Da allora ci sentiamo spesso, soprattutto via mail, ma ancora non siamo riusciti a combinare un incontro per far vedere a Rudy il paese da cui tutto è partito”.

Cosa resta d’italiano, di toscano in lui? “L’ospitalità. Molti lo dipingono come uomo rude, scontroso, invece, una volta che riesci a vincere la sua diffidenza, è molto affabile”. Niente da dire, è proprio un toscano!

Il Traspiratore – Numero 39

di F. Danesi