Lippi, l’Italia, dottor Jekyll e mister Hyde

Novembre 23, 2003 in Sport da Roberto Grossi

Nel giorno di vigilia della trasferta a Siena (Coppa Italia, andata degli ottavi di finale, Juve in campo con le seconde linee, quattro ragazzi della ‘Primavera in panchina’, big a riposo in vista del prossimo turno di campionato che vedrà i bianconeri impegnati con l’Inter) l’umore di Marcello Lippi è un mix di carica e delusione. Il motivo di questo atteggiamento sono le ennesime polemiche arbitrali volteggianti attorno alla società di corso Galileo Ferraris, sorte copiose dopo la vittoria conseguita dai bianconeri sabato scorso a Modena, e il trattamento sempre meno amichevole riservato negli stadi italiani alla squadra torinese: quando va bene solo cori ostili e insulti, con corollario di pulman della squadra e relative macchine al seguito ammaccate da calci e ogni genere di oggetti. Lippi, in sala stampa, non nasconde i suoi sentimenti ed è un fiume in piena: “Questo gruppo è temprato ad affrontare ogni situazione – carica deciso -, ne abbiamo passate di tutti i colori e tutto il male che scrivono su di noi non ci condiziona ma al contrario ci carica ancora di più. Sappiamo bene come nella vita ci sia molta invidia, gelosia e cattiveria verso chi ha successo, verso chi vince. E questo gruppo ha vinto molto. Quindi questo clima che si sta creando non mi preoccupa, ci siamo ormai abituati”.

E subito dopo la delusione verso un ambiente esterno parecchio ostile ai colori bianconeri: “Non riesco ad abituarmi invece a questa Italia versione dottor Jekyll e Mister Hyde, composta da persone capaci di grandi gesti e di tutto il contrario. Queste persone sono capaci ad esprimere tanta solidarietà e cordoglio per ciò che è successo ai nostri carabinieri in Iraq dimostrando di sapersi stringere intorno a chi soffre nel momento del lutto, del bisogno. Ma, pochi giorni dopo, le stesse persone che prima magari piangevano per l’immane tragedia sono capaci invece di insultarti con la bava alla bocca già un’ora e mezzo prima che inizi la partita (riferimento a Modena n.d.r.). E se ti capita di scendere dall’auto perché devi magari cambiare una ruota rischi l’aggressione, l’incolumità fisica..”.

Uno sfogo in piena regola quello del tecnico juventino, a cui il clima che si va creando attorno alla sua squadra, nonostante le dichiarazioni contrarie, comincia forse, pur con tutta la buona volontà, a stare stretto: “Spero che questa settimana che culminerà sabato con la delicata sfida con l’Inter (una formazione rilanciata da Zaccheroni, capace di tre vittorie consecutive e con una ritrovata convinzione nei proprio mezzi), sia uguale a quella con la Roma – si augura con il cuore in mano il viareggino -, una settimana cioè vissuta in maniera intelligente da entrambe le parti. Noi allenatori inoltre, dovremmo parlare solo di questioni tecniche, lasciando a chi di dovere, dirigenti in primis, tutto il resto. In questo senso ho apprezzato molto le parole di Malesani al termine della partita di sabato e in generale devo dire che noi tecnici cerchiamo sempre di mettere tutta la nostra intelligenza al servizio del calcio giocato”.

Il botta e risposta Moggi-Moratti pare contraddire però l’auspicio al ‘volemose bene’ di Lippi, il quale trova la forza di rispondere anche alle accuse, neanche tanto velate, rivolte dal Siena circa l’anticipo forzato della gara di coppa Italia: “Capisco bene le esigenze della formazione toscana ma quella di giocare domani è stata una necessità creata da una situazione di grande emergenza. Purtroppo non ci sono altre date libere: ho sentito parlare di 23 dicembre e di 3 gennaio ma non credo che i giocatori senesi sarebbero contenti di giocare cosi a ridosso della settimana di vacanza che, come da contratto, spetta loro”.

Dentro a tutti questi veleni passa quasi in secondo piano il nome della città sede dell’incontro con il Galatasaray in Champions League e il punto ‘tecnico’ sul momento di forma del gruppo bianconero, che qualcuno è arrivato a definire come ‘imbattibile’: “Non sappiamo ancora dove andremo a giocare la settimana prossima – conclude Lippi -, noi possiamo solo aspettare con serenità la decisione dell’Uefa, che deve tenere conto anche di altre squadre, in primis le inglesi. Per fortuna siamo già qualificati altrimenti le tensioni sarebbero ancora più alte. Noi ovviamente speriamo che l’orientamento sia quello di non giocare a Istanbul, ma certezze non ce ne sono. Noi imbattibili? No, questa è un’invenzione di voi giornalisti. Ci sentiamo forti, questo è vero, ma al pari di come si sentono forti il Milan e la Roma, due formazioni che a loro volta stanno disputando un campionato eccezionale e sono a due soli punti di distanza da noi. Sono convinto che il giorno che ci sentiremo imbattibili sarà il giorno che perderemo…”.

PROBABILE FORMAZIONE

Chimenti; Tudor, Ferrara, Fresi, Pessotto; Appiah, Davids, Maresca, Olivera; Miccoli, Zalayeta. (Mirante, Birindelli, Conte, Benjamin, Bartolucci, Konko, Masiello)

INDISPONIBILI: Thuram, Di Vaio

di Roberto Grossi