Liolà di Pirandello a teatro

novembre 8, 2006 in Spettacoli da Roberto Canavesi

Jannuzzo Arcuri in Liolà _ PirandelloTORINO – E’ un Pirandello campestre e spensierato, il “Liolà” in scena al Teatro Alfieri per la stagione de “Il fiore all’occhiello” con l’interpretazione di Gianfranco Jannuzzo e l’ispirata regia di Gigi Proietti: nella commedia datata 1916, muovendosi all’interno di un contesto di estrazione verghiana, un insieme di bramosìa del potere, grossolanità di modi, calcolo per sempre presenti interessi personali, Pirandello inserisce il fattore di rottura, l’elemento di quella “crisi” tanto cara al personaggio pirandelliano, nella persona di un seduttore canterino, del tutto anticonformista ed ostile ad un impianto di precetti e comportamenti diretta emanazione di un universo rurale in cui fatica ad identificarsi.

Gianfranco Jannuzzo è perfetto nell’incarnare la luce dell’universo rurale in contrapposizione al buio di un mondo borghese che segnerà in maniera indelebile le pagine della successiva ricca produzione teatrale: recita, canta, balla con disinvoltura, il Liolà di Jannuzzo, ma soprattutto “ragiona e pensa” arrivando a proporsi come integerrimo sposo, dopo aver avuto tre figli da altrettante donne, consapevole di come proprio questa condotta libertina sia per lui la miglior garanzia di un eterno celibato. Una condotta ambigua e sempre al limite che, a ben vedere, rappresenta la chiave di lettura, e forse il principale limite, di un copione in perenne bilico tra commedia e tragedia, con un sempre ficcante umorismo pronto a lenire i toni più cupi e potenzialmente drammatici.

Applauditissima la zia Croce di Guia Jelo, mentre alla sempre d’effetto Manuela Arcuri va almeno riconosciuto il merito di non aver voluto speculare su movenze da soubrette: applausi convinti e meritati alla prima. Si replica fino a domenica 12.

“Liolà” di Luigi Pirandello: uno spettacolo della Politeama-The Dreamers Production con Gianfranco Jannuzzo, Manuela Arcuri, Karin Proia, Guja Jelo; regia di Gigi Proietti.

Torino, Teatro Alfieri, fino a domenica 12 novembre 2006.

di Roberto Canavesi