L’Inter ripudia, la Juve tace

maggio 2, 2002 in Sport da Roberto Grossi

A causa della pioggia battente che ha imperversato ieri sulla città Marcello Lippi ha deciso di far svolgere il consueto allenamento pomeridiano sul terreno del ‘Combi’, in migliori condizioni rispetto a quello del Comunale. L’atmosfera in casa Juve, a tre giorni (salvo spareggi) dal termine del campionato è serena come non mai: la consapevolezza di aver dato il massimo per contendere fino all’ultimo lo scudetto all’Inter, e il secondo posto (prezioso per evitare i preliminari di Champions League) ormai nel cassetto autorizza tutto l’ambiente bianconero a trascorrere in tranquillità queste ultime ore di un campionato avvincente come pochi. Se da Milano provvedono a tenere alta la tensione delle polemiche allungando l’avvincente serie di dichiarazioni anti-sportive qui tutto tace e si preferisce far parlare i fatti. Sotto il Duomo si ripudia infatti De Santis per il match-clou all’Olimpico: il direttore di gara tivolese sarebbe colpevole, secondo il vicepresidente interista Facchetti, di lesa maestà nei confronti di Ronaldo in quel di Verona, nel match pareggiato contro il Chievo il 21 aprile scorso. All’ombra dalla Mole invece, calma piatta e anche sul presunto avvento di Mancini sulla panchina laziale (non si poteva aspettare sino a lunedi?) nessun commento ufficiale. Serenità e tranquillità però sono termini da non confondersi con resa: a Udine tutti i lippiani daranno il meglio per mettersi a posto con la coscienza, sperando poi di ricevere notizie positive dalla capitale.

Paolo Montero, tornato in buona salute dopo una stagione costellata di problemi, analizza con la consueta dose di sincerità e realismo il momento attuale: “A novanta minuti dal termine il punto di vantaggio dei nerazzurri vale oro – confessa l’uruguaiano -, perché solo loro possono perdere lo scudetto. Paura? Non credo, loro andranno a Roma con la cattiveria giusta e con motivazioni altissime, ma non è detto che vincano per forza. In fin dei conti anche la Lazio ha i suoi stimoli, dettati dalla conquista di un posto Uefa e non credo che i tifosi biancazzurri, che osteggieranno la loro squadra per non favorire la Roma, possano incidere sul risultato finale. In campo si entra sempre per vincere, anche quando si gioca tra amici”.

Mai dire mai quindi. D’altronde sarebbe poco simpatico, (soprattutto per i tanti tifosi che ci credono ancora e che domenica invaderanno Udine), arrendersi proprio sul più bello: “Faremo il nostro dovere – aggiunge Montero – ma in ogni caso la stagione si può già ora definire positiva. Anche senza Zidane abbiamo dimostrato di essere competitivi, e per il terzo anno ci giocheremo lo scudetto sino all’ultimo minuto. Rimpianti? Uno solo: il pari con l’Inter a San Siro. Poteva essere la svolta a nostro favore e invece, pur giocando meglio di loro, siamo stati rimontati per due volte grazie a una doppia invenzione di Seedorf. Peccato, ma il calcio è così”.

Si chiude con un pensierino al futuro, anche per smentire le voci che lo vorrebbero in partenza per Madrid: “A Torino sto bene, altro che, e vorrei rimanerci ancora per molti anni. Per me questa è stata una stagione negativa per via degli infortuni, ma ora fisicamente sono a posto e vorrei contribuire ancora alle fortune di questa squadra”.

COPPA ITALIA ANTICIPATA?

La Rai ha chiesto di anticipare di un giorno la finale di ritorno tra Parma e Juve (prevista per sabato 11 maggio) per evitare concomitanze con lo spettacolo di Fiorello “Stasera pago io”.

di Roberto Grossi