Le Suburbe in Canavese

gennaio 25, 2003 in Spettacoli da Redazione

32978(5)L’altra sera, nell’ambito della stagione teatrale del teatro Giacosa di Ivrea, abbiamo visto Le Sorelle Suburbe.

Informazione artistica: Le Sorelle Suburbe sono fenomenali.

Informazione di servizio: a Banchette, non cercate la sala Polifunzionale, sede staccata del Giacosa, chiedete dove sia il Municipio e troverete anche la sala. Il custode si chiama Rita ed ha un foulard rosso a pois bianchi sui capelli cotonati, racconta barzellette, fa battute ed entra subito in confidenza col pubblico, è una delle Suburbe.

Lo show è iniziato. Sul palco le Sorelle presentano lo spettacolo nei panni di due burberi Tecnici delle Suburbe con annessa mascella prognata, macchinetta per le bolle di sapone, grembiule beige con scritta sulla schiena e berretto. Un simpatico intermezzo marionettistico con le bambole preannuncia l’ingresso di due bambine bruttine, logorroiche e cattivelle che si sfidano a colpi di chi ha la bambola più bella in un crescendo esilarante e demenziale.

Buio in sala e cerchio di luce puntato su uno strano corpo. Un mimo. Anzi due, sono due siamesi non particolarmente felici di esserlo, litigano, si picchiano, poi fanno la pace, si stringono le quattro mani, si piacciono, interagiscono e danno forma ad un personaggio fisicamente allucinante e divertente.

E’ l’ora di inglese, entra Peggy, l’insegnante di madre lingua e interroga. Lezione di pronuncia e “non abbiate paura di diventare brutte” arrotando le vocali in perfetto english style. Da brava teacher ci spiega anche le barzellette, qualcuno rischia il collasso dal ridere. Esce dalla classe e senza pausa tranne gli applausi ecco entrare in scena una Fata Turchina in sovrappeso che da la parola a Barbie. Mentre la bambola ci racconta la sua vita, la Fata si spazientisce e lascia spazio a Ken. Dopo un breve excursus tutto da ridere nella vita della coppia di plastica più famosa del pianeta è il momento del balletto. Una delle ballerine è un po’ impedita ma arriva in suo soccorso il ballerino superdotato. Il pubblico in sala è delirio per questo personaggio molto Monty Phyton che a fine show fa mandare bacini al pubblico anche dal suo enorme membro intrappolato nella calzamaglia.

Arriva Censa, un’inacidita vecchietta piemontese che s’interroga sui grandi quesiti della vita e instilla gocce di saggezza: sia l’amore che la minestra di fagioli hanno bisogno di uno sfogo… Tra il pubblico appare Palma, la più anziana, sale sul palco con l’aiuto di un baldo giovane e il duetto tra le due nonnine fa ancora una volta scompisciare dal ridere l’intera sala. Finale con le sexy spogliarelliste, forse poco arrapanti ma di sicuro molto divertenti.

Lo spettacolo è piaciuto molto e gli applausi continui hanno fatto da sottofondo ad un’ora e mezzo di comicità senza sosta. Le Sorelle Suburbe improvvisano col pubblico, hanno tempi comici eccezionali e dialoghi esilaranti ed acuti. E la televisione? Domanda pallosa. Se arrivano proposte bene se no bene lo stesso, Tiziana e Luisella sono fiere di essere animali da teatro e se scelgono di non sgomitare per apparire in tv, non è per fare le intellettuali ma perché il loro habitat naturale è il palcoscenico. Però la loro bravura è tale che hanno dimostrato essere a loro agio sia nel tubo catodico che al cinema. La vostra bravura dovrà essere quella di seguirle in ogni teatro o teatrino e scoprire che non è solo il televisore a sfornare talenti comici, anzi.

di Jean Gasperi