L’acqua oggi e l’acqua di domani, per Terra Madre

ottobre 30, 2006 in Enogastronomia da Cinzia Modena

BicchiereIl 28 ottobre è stato approffondito un tema di grande attualità nonché un problema che interessa tutti i paesi: l’acqua. Con una conferenza dal titolo “Che acqua abbiamo, che acqua vogliamo” importanti studiosi ed espeerti di livello internazionale hanno trattato l’argomento in ambito Terra Madre. negli spazi del Salone del Gusto.

Sotto la guida del moderatore Stefano Cataudella, professore di Ecologia Applicata dell’Università Tor Vergata di Roma , sono state condivise riflessioni ed esperienze inerenti un’emergenza che è ancora poco sentita: l’uso sostenibile dell’acqua come bene pubblico. I pesonaggi intervenuti (oltre l’acqua) sono stati:

  • Fritjof Capra, docente dell’Università di Berkeley in California

  • Luigi Bistagnino, docente della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

  • Tommaso Fattori, del Tavolo toscano per l’acqua

  • Raul Garciadiego, Mexico

  • Walter Mazzitti, segretario generale del Sistema intergovernativo euro-mediterraneo per l’informazione sulla gestione dell’acqua nel bacino del Mediterraneo

  • Luca Mercalli, presidente della Società meteorologica italiana

  • Rossella Monti, direttore dell’Ente HydroAid di Torino

  • Smat, Società metropolitana acque di Torino

  • Wolfang Sachs dell’Istituto Wuppertal per il clima, l’ambiente e l’energia

    Ha introdotto il tema Fritjof Capra, il quale ha offerto una visione d’insieme della realtà economica attuale. Dalla sua relazione emerge che sono due le principali linee di pensiero (e di azione) dominanti. Due modelli di sviluppo in continua ascesa ma anche in netta opposizione tra di loro:

  • il capitalismo globale della new economy, che trasferisce denaro e si basa sul concetto per cui tutto, compresa l’acqua, è un prodotto commerciale,

  • le piccole comunità, che trasferiscono energia e materia e si fondano sulla convinzione che ogni tipo di vita – e l’acqua è l’elemento fondante della vita – vada protetta e non possa essere mercanteggiata.

    Dall’economia e da una visione globale del problema, ai problemi concreti ed alle esperienze che hanno visto agire attivamente organizzazioni, associazioni e non solo. Esperienze che sono state attuate in tutto il mondo.

    Una prima forma di intervento, volto a ricreare un ecosistema in una zona arida è stato descritto da Luigi Bistagnino. Ha infatti presentato il progetto Las Gariotas, concretizzato con successo in Colombia da Paolo Lugari. L’italiano ha fatto rinascere grandi distese diventate aride e scarse di acque impiantando alberi e ricreando foreste rispettose della biodiversità. Con questa operazione si sono date nuove opportunità di lavoro alla popolazione locale e si è arrivati a instaurare un microclima molto simile alle grandi foreste amazzoniche e quindi ricco d’acqua.

    Dalla Colombia all’Italia. Tommaso Fattori ha portato la sua esperienza diretta della Toscana e spiegato come in questo territorio si sia riusciti, grazie ad un grande lavoro di comunicazione, a sensibilizzare la gente al tema del consumo sostenibile delle risorse idriche.

    Solo con l’azione consapevole dei cittadini, ha aggiunto Fattori, si può tornare a considerare l’acqua per quello che è, un bene comune e un diritto di tutti.

    Problemi di ecosistemi ma anche di recupero del territorio per trarne le risorse di base per la popolazione: acqua e cibo. Ne è testimonianza l’esperienza portata dal messicano Raul Garciadiego. Il problema che è stato affrotato era quello della rinascita idrica del territorio . Attraverso il progetto Agua para siempre l’organizzazione Alternativas, portatrice di una filosofia molto simile a quella di Slow Food, è stata data la possibilità, alla popolazione della regione arida del Tehuacan, di avere la sicurezza idrica e alimentare per tutto l’anno. Le chiavi di questo esempio di successo sono state: la saggezza e l’esperienza antica dei contadini locali coniugate con le scoperte delle scienze moderne.

    Il problema dell’acqua è sia di carattere culturale ma anche politico, ed in tal senso si è mosso i primi passi non molto tempo fa. Walter Mazzitti ha ricordato come solo da 13 anni si sia cominciato a discutere di “politiche dell’acqua” e come purtroppo ben poco sia stato deliberato in concreto per cercare di limare le enormi differenze tra l’Occidente sprecone e i Paesi poveri in cui ogni giorno 6000 bambini muoiono per mancanza d’acqua. Con il Sistema euro-mediterraneo si sta cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo a queste tematiche, per vincere la sfida lanciata da Kofi Annan un anno fa: ridurre del 50% entro il 2015 il numero di persone che non hanno accesso diretto all’acqua.

    Luca Mercalli ha presentato gli ultimi dati sullo stato del nostro ecosistema ponendo l’attenzione sul fatto che l’acqua sulla Terra è presente in enorme quantità, ma è mal distribuita. Sentiamo così parlare ogni giorno di siccità contrapposte ad alluvioni, di ghiacciai in assottigliamento e di aumento della desertificazione. La vera questione in gioco è perciò la salvaguardia dell’ambiente e l’utilizzo responsabile delle acque potabili, solo lo 0,01% delle risorse idriche della Terra.

    Rossella Monti ha sostenuto l’esigenza di parlare in modo concreto di “ETICA DELL’ACQUA”, e che l’uomo si ponga dei limiti senza pretendere di programmare lo sviluppo dell’ambiente.

    A chiusura della conferenza. il professor Wolfang Sachs ha riassunto le riflessioni portate sul tavolo in cinque imperativi:

  • raccogliere meglio l’acqua, che spesso viene sprecata;

  • abbassare il fabbisogno di acqua, soprattutto quella richiesta dall’agricoltura intensiva;

  • eliminare il consumo diseguale, che porta alla povertà e ai conflitti;

  • contenere gli stravolgimenti climatici;

  • gioire dell’acqua come patrimonio comune.

    Photo courtesy of Green Cross

    www.greencrossitalia.it

    di Cinzia Modena