La Sicilia ed il suo torrone

dicembre 30, 2001 in Medley da Redazione

25251(1)La produzione del torrone in Sicilia e precisamente a Caltanissetta affonda le radici nel nono secolo dopo Cristo, epoca in cui l’isola era sotto la denominazione araba.

A fianco della “cubaita” araba, fatta di zucchero caramellato e sesamo, il torrone nisseno utilizza come ingredienti i prodotti dell’agricoltura locale e cioè le mandorle, i pistacchi ed il miele.

Nello storico laboratorio di via Niscemi, dal 1870 la famiglia Geraci produce il torrone, seguendo le procedure tramandate dalla tradizione.

Il miele dell’Etna si scioglie con lo zucchero, la pasta si raffina per 4/5 ore, si aggiungono le mandorle tostate della Valle dei Templi ed i pistacchi di Bronte. Si amalgama il composto in caldaie di rame e lo si versa negli stampi a forma di mattoncini.

Grazie alla ricerca costante per il mantenimento della qualità e dei valori della tradizione, l’azienda ha ottenuto degli importanti riconoscimenti: il diploma di merito all’Esposizione Internazionale di Roma del 1895, la Gran Medaglia d’oro alla Mostra di Bordeaux nel 1897, la Gran Medaglia d’oro e croce insigne all’esposizione di Genova del 1903, per citare quelli più significativi.

Ma il riconoscimento più soddisfacente è l’apprezzamento che viene dagli intenditori di questo inconfondibile prodotto. Recentemente l’azienda è presente anche all’estero con il torrone tradizionale e con i torroncini fantasia, cui sono stati dati i nomi dei Re d’Italia, secondo il periodo in cui si è iniziato a produrli.

Iolanda, Elena, Umberto, Margherita, accanto a Splendor, nato per festeggiare il 1900, ci parlano della storia d’Italia e ci ricordano l’ospitalità della gente dell’isola.

Ed anche nella presentazione è rimasto il sapore d’antan: scintillanti carte colorate, semplice carta oleata bianca e soprattutto i classici cofanetti di latta, proprio quelli che ci ricordano la scatola del cucito delle nostre nonne.

di Piera Genta