La saga di Twilight

maggio 19, 2009 in Libri da Barbara Novarese

L’infanzia non va dalla nascita a una certa età, quell’età in cui il bambino è cresciuto e mette da parte le cose infantili.

L’infanzia è il regno in cui nessuno muore.

TwilightChe cos’è infine la bellezza? La pelle diafana e liscia, il corpo simmetrico e statuario o un’anima splendente nel corpo imperfetto dell’essere umano?

Che cos’è l’amore? Pura chimica di odori compatibili o due metà della stessa mela?

Che cos’è la vita se la morte, inesorabilmente, sopraggiungerà ad interromperla?

Inizia come un racconto per adolescenti: lui affascinante, tenebroso, sguardo misterioso, occhi dorati, fisico scultoreo e movimenti eleganti; lei dolce, sensibile ma senza carisma nè fascino, distratta ed un po’ apatica. Si osservano, si scrutano, lui la evita, lei ne è attratta.

Un colpo di scena ed il panorama muta. La cittadina grigia e piovosa di Forks diventa testimone di una saga surreale dove il soprannaturale si manifesta alla candida Isabella che immediatamente, senza esitazioni, ne scopre i segreti.

Che cosa c’è di strano se il ragazzo di cui si è innamorata è un vampiro? In fondo, nessuno è perfetto. Edward e la sua famiglia sono vampiri buoni, non bevono sangue umano, si definiscono vegetariani: cacciano solo orsi, cervi, puma… beh, di tanto in tanto anche qualche “bambi”

Che cosa c’è di più squisitamente invitante dell’immortalità e di più inebriante dell’eterna bellezza?

La forza, la velocità, i sensi potenziati mille volte rispetto a quelli di un essere umano. Edward, il più temibile predatore; Bella, una mediocre diciassettenne introversa e scoordinata.

Sebbene gli avvenimenti appaiano privi di stimoli e spesso rasentino il ridicolo, i lettori ne sono attratti, capitolo dopo capitolo, conquistati dalla forza introspettiva di una Stephenie Meyer psicologa, prima che scrittrice. La vicenda non ha spessore narrativo, è banale, quasi scontata, sono i protagonisti a rappresentare la vera anima del romanzo.

Twilight è una fusione a bassa temperatura tra la noiosa quotidianità e la fiaba che, nonostante i pareri controversi, trova ammiratori a tutte le età. Come Giulietta e Romeo, Cenerentola e il suo principe o la bella e la bestia…; se poi la bestia si manifesta come l’individuo più seducente ed irresistibile incontrato fino a quel momento, allora l’esito sarà eclatante.

“To be continued” è il trucco maggio rmente conosciuto nel mondo dei libri e del cinema per preservare la fedeltà dei numerosi fan e Stephenie Meyer lo utilizza con indubbio talento. Se il primo libro ha riscontrato popolarità inaspettata, allora il secondo dovrà risultare avvincente, ripulito di banalità ed errori, senza modificarne i tratti fondamentali. Così, un anno dopo la pubblicazione di “Twilight”, Bella e la famiglia Cullen convertono la frivola love story in un’intrigante avventura ai confini dell’horror. I vampiri “stringono amicizia” con i licantropi ed il 6 settembre 2006 viene pubblicato “New Moon”. Emozioni profonde, vissute con sensibilità esasperata, si contrappongono alla dimensione fantastica che inizialmente sembra svanire come un sogno al risveglio, ma all’improvviso ritorna, impadronendosi della realtà.

Il passo successivo si chiama “Eclipse”: l’oscuramento di Isabella Swam nella veste di timida adolescente alla ricerca di se stessa e la scoperta di Bella nei panni di una giovane attraente, pronta a morire per difendere ciò che ama. La fuga, la paura, la battaglia, il dolore confluiscono in una promessa di amore eterno: le nozze tra umano e vampiro.

Cosa accadrà dopo?

Ogni inizio ha una fine e la fine un nuovo inizio. Alcune volte, nel breve spazio tra l’uno e l’altra, si presenta la rara opportunità di cambiare idea: l’ultima scelta possibile. Breaking Dawn, il 4° libro della Saga, descrive questa scelta poiché “niente sarà più come prima”.

L’ultimo romanzo è appassionante, terribile, inquietante… definitivo.

In questo crescendo di qualità, qualcuno rivela l’esistenza di un progetto già avviato da Stephany Meyer (Midnight Sun), per narrare gli eventi di Twilight dal punto di vista del vampiro Edward.

Lei stessa, però, ha deciso di interromperlo a causa di diffusioni non autorizzate di alcune sezione. Sarà una trovata pubblicitaria o la saggezza del detto “il troppo stroppia”?

In attesa di nuove informazioni, godiamoci l’uscita del film ispirato a “New Moon” e per chi non avesse ancora letto la saga di Twilight, il mio consiglio è: leggetelo. Dimenticando i pregiudizi, le critiche e soprattutto le recensioni, abbandonatevi ad una storia che vi farà sognare “Forks”.

di Barbara Novarese