La pista di ghiaccio | Sudate Carte Curiosità III edizione

maggio 6, 2005 in Sudate Carte da Stefania Martini

Titolo: La pista di ghiaccio
Autore: Roberto Bolaño
Casa editrice: Sellerio
Prezzo: € 10.00
Pagine: 228

BolanoOpera dell’autore cileno Roberto Bolaño, è un giallo dalle tinte forti, ambientato in una immaginaria cittadina spagnola, apparentemente popolata solo di comparse straniere, siano essi turisti o esuli, barboni o disturbati, da cui i tre protagonisti e narratori (uomini diversissimi tra di loro) per un motivo o per l’altro vorrebbero fuggire.

E questo mondo riflette l’esperienza personale dello scrittore, nato a Santiago del Cile nel 1953 e trasferitosi prima a Città del Messico e poi in Spagna, dopo le dolorose vicende della caduta di Allende e dell’ascesa di Pinochet.

La Spagna però non è come il Messico, né come il Cile: Roberto Bolaño non trova i suoi poeti sballati e sognatori e vive un profondo conflitto fra il tentativo di legarsi al paese che lo ospita e l’insofferenza verso la comunità dei sudamericani esuli.

La vicenda narrata in La pista di ghiaccio si dipana tra le pieghe di un’ingarbugliata storia di truffa, che fa da sfondo all’immancabile omicidio (passionale).

Un uomo, Enric Rosquelles, burocrate tutto d’un pezzo, costruisce una pista di ghiaccio abusiva per amore devoto (e del tutto platonico) della bella e sensuale Nuria, pattinatrice che rischia di vedere prematuramente eclissare la sua stella per mancanza di una struttura adeguata ai suoi allenamenti.

Ma di Nuria è infatuato anche Remo Moran, poeta e uomo ben più concreto di Eric: con i suoi modi e il suo charme seduce la pattinatrice e ne diventa l’amante.

Ed è lo stesso Moran che non esita ad accusare di omicidio Rosquelles allorché, in mezzo all’abbacinante biancore della pista di ghiaccio, viene rinvenuto, in una pozza di sangue rosso vermiglio, il cadavere di una donna sconosciuta.

Il terzo protagonista è il nostalgico Gaspar Heredia, sudamericano un po’ alienato, anche lui poeta, che s’innamora della stralunata Caridad, apparentemente implicata nel delitto.

Ed è nella figura di Gaspar che il lettore può trovare l’alter-ego dello scrittore cileno, della sua vita randagia ed inquieta.

Ma in realtà sono le due figure di donna, Nuria e Caridad, che costituiscono l’elemento trainante del libro, con le loro personalità così diverse, con la loro forza, con il loro modo di agire istintivo, che contrasta nettamente con l’indolenza e l’insoddisfazione che traspare dalle parole dei tre narratori.

E’ un libro giallo ben congeniato, con un finale assolutamente spiazzante, ma anche un grande libro che parla di storie d’amore, di quegli amori raccontati dall’autore cileno con sincera, umana pietà per l’effimera sorte connaturata al sentimento.

di Stefania Martini