La Nba riparte da Jordan

ottobre 30, 2001 in Sport da Federico Danesi

Tutti in piedi, torna il 23. Questa notte la Nba ricomincia da lui, dal più grande di sempre, Michael Jordan. L’attenzione di tutta la nazione sarà concentrata sul Madison Square Garden, dove i Knicks esordiranno in casa contro Washington. Per uno strano caso del destino Jordan torna dove già sei anni fa (era il 28 marzo) rientrò alla grande per la prima volta, stupendo ancora una volta tutti con 55 punti, suo massimo in carriera al Madison e lo farà in una città che mai come in questo momento ha bisogno di attaccarsi alle emozioni vere che lo sport può dare per dimenticare le ferite che ancora fumano.

La partita di questa notte è già un evento. Sarà trasmessa in diretta in tutta la nazione e in diversi Paesi, tra i quali l’Italia con una diretta fiume su Tele+ Nero a partire dalle 21.30. Prima di settembre, quando la notizia del ritorno di Jordan è diventata ufficiale, né Nbc né Tnt, che detengono i diritti televisivi del campionato, avevano messo in calendario partite ufficiali dei Washington Wizards; ora sono almeno quindici, destinate a salire se la richiesta dovesse essere maggiore. Lo stesso hanno fatto le altre franchigie della Nba, includendo le gare contro i Wizards in un pacchetto speciale per i loro abbonati.

Jordan, da sempre, rappresenta una miniera d’oro, non solo per se stesso. Ha dovuto cedere, per regolamento, le sue quote azionarie della società e guadagnerà “solo” quattro milioni e mezzo di dollari l’anno. Jordan non lo fa per denaro. Quando rientrò nel ’95, fu perché si era accorto di avere lasciato un lavoro a metà, dopo i primi tre titoli con i Bulls e dopo il dolore provocato dall’assassinio del padre. Il baseball con i Birmingham Barons, squadra della Leghe minori, non lo poteva appagare. Altri tre titoli e il ritiro, che pareva definitivo. Ora torna, come ha confessato lui stesso, per il semplice amore di questo sport, lontano dal quale, anche a 39 anni, non sa stare.

Dalla prossima settimana tutti torneranno a concentrarsi sulle squadre e i personaggi che possono puntare al titolo, anche perché Washington farà già fatica a centrare i playoff, ma per una sera le luci della ribalta torneranno solo su di lui. Jordan, il più grande.

di Federico Danesi