La Juve vuole la Coppa Italia

gennaio 8, 2002 in Sport da Roberto Grossi

Juve e Atalanta si sfidano questa sera al Delle Alpi nell’andata dei quarti di finale di Coppa Italia.

A causa del sempre più fitto calendario agonistico le due squadre si affronteranno per ben tre volte, tra campionato e coppa nazionale, nell’arco di soli dieci giorni e per concedere riposo ad alcuni titolari oggi Lippi manderà in campo una sorta di Juve-due con Del Piero, Buffon, Thuram e Davids fermi ai box e Trezeguet in panchina accanto al rientrante Rigoni. In porta giocherà Carini (di nuovo in campo dopo l’ultimo match disputato a Glasgow), in difesa Zenoni e Paramatti presidieranno le fasce con Ferrara e Birindelli in mezzo. A centrocampo spazio al trio Zambrotta-Tacchinardi-Maresca, con Nedved dietro le coppia di punta costituita da Amoruso e Zalayeta.

Il tecnico toscano, almeno a parole, chiarisce di non voler snobbare la manifestazione e ha piena fiducia nelle cosiddette seconde linee: “Chi scenderà in campo non farà rimpiangere gli assenti – chiosa Lippi -, l’impegno e la concentrazione saranno massimi, anche perché di fronte avremo una buona squadra come l’Atalanta, che ha iniziato male il campionato ma poi si è ripresa alla grande. Domenica gli orobici hanno perso con il Chievo, ma hanno giocato tutt’altro che male; inoltre una sconfitta con i veronesi ci può sempre stare”.

Gli irriducibili contestano la societa’

Una trentina di ragazzi appartenenti agli “Irriducibili”, il gruppo ultrà bianconero che organizza il tifo e le coreografie nella curva nord dello stadio Delle Alpi, ha inscenato ieri pomeriggio una manifestazione di protesta davanti alla sede della Juventus in Corso Galileo Ferraris. La contestazione, hanno spiegato gli esponenti del direttivo, andrà avanti per tutta la settimana con tanto di striscione del gruppo esposto nel controviale di fronte alla sede juventina, e ha nel mirino la dirigenza bianconera, colpevole, secondo gli “ultrà”, di non voler più riconoscere ufficialmente il club.

Da noi interpellato, il portavoce degli ‘Irriducibili’ ci ha chiarito come si è giunti a questa situazione: “Tutto ha avuto inizio dopo le espressioni di malumore che abbiamo messo in atto nei confronti della squadra e di Lippi durante le partite contro il Verona e il Parma del novembre scorso. La Juve giocava male e noi esprimevamo civilmente il nostro dissenso con fischi e cori. Poi con il tecnico abbiamo avuto un colloquio e tutto si è chiarito; i dirigenti invece se la sono legata al dito e non hanno più voluto riconoscerci come club organizzato. Ieri (lunedi n.d.r.) abbiamo avuto un colloquio con lo stadium manager della Juve, ma la situazione non si è sbloccata, anzi, l’ostracismo nei nostri confronti prosegue più di prima”.

Le divergenze con la società non pregiudicano però l’apporto che gli ‘Irriducibili’ continueranno a fornire, in termini di incitamento, alla squadra: “Comunque sia la nostra fede nella Juve non si esaurirà mai. Saremo sempre in curva a fare tifo per i nostri colori, come è sempre successo, ma è chiaro che i rapporti con questa dirigenza, che di juventino ha ben poco, forse solo lo stipendio, sono irrimediabilmente incrinati”.

La manifestazione è proseguita poi allo stadio Comunale, dove la squadra di Lippi stava sostenendo il consueto allenamento pomeridiano. Un grosso petardo ha ferito un addetto alla sicurezza che è rimasto stordito dal colpo.

di Roberto Grossi