La griffe Kostabi approda a Torino

maggio 12, 2002 in Arte da Sonia Gallesio

30731Le suggestive opere di Mark Kostabi, spesso raffiguranti colorati personaggi senza volto, di grande eleganza, simili a manichini animati e fluttuanti, sono note da molto tempo al grande pubblico. Ciò che forse non tutti sanno, però, ad esempio, è che l’artista ha inciso, nel 1998, il suo primo CD contenente musica per pianoforte, ha disegnato uno Swatch ed ancora le copertine degli album “Use your illusion” dei Guns’n Roses e “Adios amigos” dei Ramones. La sua arte, dunque, va ben oltre la pittura e fa sì che egli sia un personaggio amato ed odiato, apprezzato da tanti ma anche aspramente criticato. L’operato di Mark Kostabi si è trasformato, negli anni, in una vera e propria impresa, perfettamente in linea con l’idea che molti europei conservano degli U.S.A., patria dei media e del business i quali, talvolta, rasentano l’eccesso e l’esasperazione. L’artista, oltre a tenere conferenze in tutto il mondo, pubblicare libri, produrre uno show settimanale e curare varie rubriche mensili, ha fondato, nel 1988, Kostabi World – una sorta di nucleo operativo, con ufficio e galleria annessi, nel quale collaborano, alla creazione delle opere, vari assistenti. Proprio questa scelta, della quale apprezzo la matrice innovativa e provocatoria – tralasciando, però, l’aspetto fortemente mediatico e mercificante che permea il campo d’azione kostabiano, nonostante egli stesso si sia attivamente adoperato per svelare taluni ingranaggi del mercato artistico – è stata oggetto di dure critiche ed accese polemiche, rimandando ad una concezione consumistica dell’arte, più volte – da altri – già indagata in passato. Che svariati soggetti possano contribuire a creare opere che vengono poi attribuite ad un unico artista, proprio come nell’ambito di un qualsivoglia iter produttivo industriale, è una realtà dissacrante, prepotente, che comunque non è facile disapprovare in toto, proprio per la genialità e l’atipicità che la contraddistinguono.

30730(1)In mostra alla Nuova Gissi, troviamo un’ampia scelta di opere composte dal 1987 ad oggi – diverse delle quali prodotte in questi primi mesi del 2002. Proprio tra pochi giorni, ritorneranno in galleria le tele che erano state sottratte all’esposizione per essere presentate a Milano negli spazi fieristici di MiArt, evento terminato il 6 maggio. Tra i lavori di maggior rilevanza, da ricordare The origin of the Species (1991), Altered States (1997), Balance and Strength (2001) e Smelling the Roses, quest’ultimo semplicemente stupefacente. Si segnalano, inoltre, i graditissimi omaggi dell’artista alla nostra Torino, tutti realizzati recentemente: Offstage, di grande rilievo; Uplift, che raffigura il Duomo, il suo Campanile, la Cappella della Sacra Sindone e, in lontananza, anche la Mole Antonelliana; Sguardo su Torino, che si affaccia su una porzione della Porta Palatina; Freeze, a celebrare Piazza San Carlo ed, in particolare, il monumento del Marocchetti a Emanuele Filiberto. Poter ammirare un così buon numero di opere di Kostabi (sono circa una quarantina i pezzi esposti da Nuova Gissi), è sicuramente un’opportunità da non perdere – anche se, da quando l’artista si è trasferito a Roma, facendo la spola tra la nostra capitale ed il suo quartier generale a New York, occasioni di questo tipo vanno intensificandosi di anno in anno.

Mark Kostabi

The rhythm of inspiration – Opere scelte 1987 – 2002

Galleria Nuova Gissi

Piazza Solferino, 2 Torino

Tel 011534473 oppure 011538625

Sito web: www.nuovagissi.com e-mail [email protected]

Dal 12 aprile al 15 giugno 2002

Orari: dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30

di Sonia Gallesio