La dimensione Allevi

marzo 17, 2008 in Spettacoli da Cinzia Modena

Giovanni AlleviAllevi si è esibito al teatro Colosseo di Torino, ai primi di marzo. Il Colosseo, così chiamato dai torinesi, intrattiene i suoi ospiti con immagini proiettate sulle pareti del teatro in attesa dell’esibizione dell’ospite. In occasione di questo concerto sono state fornite immagini di repertorio dal vivo dell’interprete. Di solito sono come un antipasto: non si riesce ad immaginare le portate che seguiranno. Non vale questo paragone con Allevi. Autore dalle incredibili doti, capace di catturare con le sue composizioni in pubblico eterogeneo a partire dall’età, personaggio in grado di stupire.

Si presenta sul palco correndo, con i suoi boccoli neri copiosi e tanta voglia di comunicare. Introdurrà il concerto presentando i suoi timori e speranze. Presenterà ogni singolo brano non solo con il titolo ma regalando al pubblico l’aneddoto o la storia che ne è celata. Tutto ciò con molta semplicità e modestia. Come non rimanere sorpresi apprendendo che una sua composizione voleva essere una dimostrazione di come possono dialogare la musica classica di Bethoveen e la musica moderna.. all’interno di un simposio di filosofia!

La Musica di Allevi, con la M maiuscola, è fatta di note piene, cristalline e poetiche capaci di trasportare lontano in un mondo suo ma di tutti noi al contempo. Sa toccare quelle note del nostro spirito o del nostro orecchio musicale che attendevano di essere pizzicate. E’ una musica popolare, perchè avvicina persone con esperienze differenti e gusti differenti e che forse non sono appassionati di musica classica, anzi. E’ una composizione che regala emozione, sentimento e trasporto.

Allevi si trasforma davanti al pianoforte, unico protagonista sul palco. Le sue mani scorrono sulla tastiera tanto in modo soft e delicato, quasi sussurrando una melodia ed il suo spirito, ma anche con un’energia e una foga che rapisce, veloce nel tempo e scandita da ritmo vorticoso.

Al termine del concerto il suo sorriso, la sua modestia e la sua corsa per prendere congedo dal pubblico regalano quel contrasto con la musica sentita prima, di una persona matura e grande, che impreziosisce l’evento e dà la sensazione che si possa toccare il cielo con un dito. Niente è impossibile, basta volerlo. Lui stesso ce lo fa capire attraverso i suoi racconti di vita a Milano, nel suo appartamento, alle prese con la ricerca di dialogo con la creatività.

di Cinzia Modena