La Centillo sulle Molinette

gennaio 24, 2002 in Attualità da Claris

Le parole spese sullo scandalo Odasso potrebbero sembrare anche fin troppe, eppure non è così, perché se la storia è vero che si ripete, è altrettanto inconfutabile che dagli errori si traggono, o si dovrebbero trarre, insegnamenti futuri. Invece siamo di nuovo in una tangentopoli e, seppure circoscritta ad una provincia, in uno dei maggiori centri ospedalieri italiani. E si sa che la cosa più importante nella vita non può che essere la salute, ed allora è comprensibile lo sconcerto dei cittadini su una questione così delicata ed importante, che rischia di trascinare in maniera irreparabile intere famiglie o verso un senso di totale sfiducia nelle istituzioni sanitarie o nella sicurezza dell’impotenza del non essere considerati. Insomma, il pericolo è di credere che l’essere onesti porti a diventare dei numeri casuali, degni solo di indifferenza nel processo sanitario.

Se il disappunto dei cittadini può rimanere più o meno sommerso, pur se diffuso, i politici hanno per le dichiarazioni molto più spazio loro concesso. Ecco allora che lo scandalo delle Molinette si è trasformato ormai in un vero scontro politico che va ben oltre la vicenda giudiziaria in cui è coinvolto l’ex direttore generale Luigi Odasso.

Dopo l’acceso dibattito in Sala Rossa, durante il quale il centro destra ha accusato Sergio Chiamparino di voler interferire nel Piano sanitario della Regione, il clima politico è sempre più teso. La mossa clamorosa che potrebbe arrivare dai banchi della maggioranza, in Sala Rossa, è l’eventuale ipotesi di una costituzione di parte civile da parte del Comune. Trascriviamo alcune dichiarazioni di Maria Lucia Centillo, consigliere comunale e responsabile Sanità per la federazione torinese dei Democratici di Sinistra in quanto preoccupazioni condivisibili, a prescindere dalla fede politica, dai cittadini che credono o devono farlo nella sanità pubblica.

“La discussione in Consiglio Comunale del 14 gennaio ha dimostrato che il Sindaco e l’Amministrazione Comunale intendono affrontare direttamente le grandi questioni relative alla tutela della salute, in coerenza con il mandato assegnato dai cittadini, con le linee programmatiche della giunta e della maggioranza e con la mozione recentemente approvata dal Consiglio Comunale sul PSSR. La Regione nel medesimo periodo, invece, aumenta l’Irpef per ridurre il debito, mentre con le delibere del dicembre scorso taglia drasticamente finanziamenti, personale e posti letto, senza intervenire concretamente sui problemi più rilevanti per i cittadini come le code e le liste d’attesa.

Ed è proprio per difendere la dignità e il diritto alla salute dei cittadini che occorre l’impegno pieno delle istituzioni e della politica a garanzia della trasparenza, della competenza, dell’equità e dell’efficienza per realizzare fino in fondo “quell’etica della responsabilità” che va oltre il solo rispetto della legalità e del semplice concetto del non rubare.

Bisogna chiedersi come nella principale struttura sanitaria della regione, in presenza di un forte deficit economico, di forte rabbia e di grande indignazione fosse sufficiente nominare un commissario “a ore” e per un breve periodo, per quanto personalità prestigiosa.

Per ridare fiducia ai cittadini, per evitare che si faccia di ogni erba un fascio, per tutelare la dignità dei lavoratori che pagano in prima persona le responsabilità di chi non ha saputo gestire, occorre al più presto nominare un direttore generale autorevole e con pieni poteri, definendo il ruolo e la missione dell’azienda nelle funzioni di insegnamento e di eccellenza e nell’integrazione con gli altri presidi ospedalieri territoriali.

È necessario che si ascolti la voce dei cittadini, degli utenti, degli operatori, dell’Università e degli amministratori per definire il progetto aziendale, per non interrompere quanto di positivo avviato, per non creare altri danni ai malati e ai lavoratori, per scegliere la persona più adatta da mettere alla guida dell’ospedale indipendentemente dalle logiche di appartenenza che hanno fin qui guidato le nomine regionali, come pubblicamente dichiarato nei mesi scorsi dagli amministratori regionali ai direttori delle Aziende sanitarie.

In considerazione di questo ho ritenuto importante chiedere alla Città di valutare se esistano le condizioni per la costituzione di parte civile e chiedo ai cittadini e agli operatori della sanità di partecipare attivamente a tutte le iniziative che metteremo in campo per tutelare il diritto alla salute, pesantemente attaccato dai provvedimenti del centro–destra: reintroduzione dei ticket, tagli ai posti letto, privatizzazioni, nuove tasse e blocco degli organici.”

di Claris