La “carne” e il “diavolo”

dicembre 8, 2002 in Libri da Gustare da Stefano Mola

Eccoci alle ultime due presentazioni, in dirittura finale, prima che giovedì 12 all’Hotel Meridien venga proclamato il vincitore di quest’anno.

Ruth Reichl “La parte più tenera” Ponte alle grazie, pp. 331 Euro 14,90

30753Iniziamo con Ruth Reichl, critico gastronomico per il prestigioso New York Times, autrice, tra gli altri numerosi suoi de “La parte più tenera”. Chi non vorrebbe essere pagato per mangiare e poi poterne pontificare? Per scoprire come ha fatto Ruth, potete appunto leggere questo sua autobiografia, dove si mescolano sapientemente legami affettivi, i ricordi di tutta una vita, l’amore per la cucina.

Cresciuta negli anni ’50 a New York e poi nel Connecticut, la Reichl ha ben presto imparato che il cibo può anche essere pericolo: la madre conosciuta come “La Regina della Muffa”, sofferente di crisi maniaco depressive, era solita preparare piatti con ingredienti di dubbia provenienza e freschezza – sua è l’impresa di spedire 26 persone all’ospedale dopo aver servito avanzi deteriorati durante una festa. Per evitare altre simili esperienze, ha appreso come simulare l’ingestione di cibo (capacità utile per la sua carriera).

Le sue storie si alternano alle ricette legate a coloro che l’hanno accompagnata in questo viaggio nel mondo dei sapori e di crescita nel mondo reale: zia Birdie, Alice, la prima ad insegnarle il potere della cucina e Serafina, la compagna di stanza del collegio a Montreal. Senza dimenticare Mrs Peavy o Monsieur du Croix e i viaggi in Africa e in Europa. Personaggi indimenticabili di un libro che risulta essere perfettamente equilibrato: non troppo dolce, né troppo aspro, ma semplice e condito con la giusta dose di ironia.

Jim Crace “La dispensa del diavolo” Guanda, pp. 179 Euro 13,50

30750Invece Jim Crace, con la “dispensa del diavolo” ci offre un libro difficile da classificare. L’autore parla di romanzo, ma in realtà si tratta di una collezione di 64 brevi storie il cui tema unificante è l’esplorazione del rapporto tra le persone e il cibo. Il cibo allo stesso tempo come Eva e come Serpente, come gioia e come dolore, in grado di dominare la vita delle persone, le loro emozioni, utile per la seduzione e anche per la vendetta.

Un libro surreale, carico di sensualità, capace di suscitare l’acquolina in bocca oppure repulsione, a seconda del tipo di genere commestibile o meno che viene descritto. In questo modo, le vie del gusto sembrano veramente infinite. C’è chi ama mangiare strano, cercando esperienze hard-core del palato – incarnate, per esempio, dalla carne di rospo in salsa curry -, chi impasta insieme agli ingredienti di una torta di compleanno le sue recriminazioni, chi serve a tavola pietanze e rabbia, chi organizza cene gastromasochiste e fondute-strip, e chi assapora il piacere di non arrivare a una cena in cui è atteso, saziandosi al solo pensiero delle leccornie che verranno servite.

In alcuni ristoranti si mangiano solo zuppe, piene però di promesse e segreti di sapori, in altri i camerieri sono costretti a intonare arie o a fischiare mentre servono le pietanze. E se il cuoco di una modesta taverna si vendica di un avventore antipatico offrendogli una dozzina di cozze malsane, all’Air & Light, un locale à la page, ci si accalca per poter gustare un po’ d’aria fritta artisticamente servita. Insomma, dietro lo stravagante spuntino detto Prete a pedali e i bizzarri menu afrodisiaci di una curiosa luna di miele, non c’è solo il cibo ma tante passioni e stranezze umane.

di Stefano Mola