La Alfridi per Traspi.net

ottobre 13, 2002 in Sport da Claris

32124Impressioni, commenti ed emozioni di Erica Alfridi, la campionessa del mondo di marcia (20 km femminile)

Sorpresa?

Abbastanza. Mi aspettavo una gara veloce, poi sono anche cambiate le condizioni climatiche e il percorso era duro. Alla fine non era importante il tempo ma vincere.

Quando hai capito che potevi vincere?

Mai, avevo due rossi dall’inizio, quindi ho solo pensato a marciare in modo regolare. Negli ultimi giri ero stanca, ma mi sono accorta che la Ivanova era molto stanca, e ho pensato che si poteva tentare. Sul finale ho attaccato e lei non ha reagito.

Il bronzo degli Europei di Monaco ti ha dato sicurezza?

No, già nelle gare in cui ero arrivata quarta c’erano delle circostanze che facevano sì che ero soddisfatta del risultato, come sono stata soddisfatta del terzo posto di Monaco.

Avevi programmato la stagione in funzione degli Europei o della Coppa del Mondo?

Abbiamo cominciato molto tardi quest’anno, con il mio allenatore Sandro Damilano avevamo deciso così, visto che bisognava essere ancora in forma a metà ottobre.

La bandiera che ti ha passato tua mamma è la solita, quella che ha una storia?

Si, è quella che da una vita appendono fuori da casa mia, da quando ho fatto le prime nazionali.

Dopo i due rossi Sandro Damilano ti aveva detto di non forzare, ma hai disubbidito…

Avevo visto che avevo un rosso, poi Sandro mi ha avvertito che ne avevo un secondo. Ho pensato molto al rischio che correvo, infatti mi sono messa dietro e ci sono stata fino alla fine. Poi al 15° chilometro mi sono detta che si poteva provare, che se non correvo il rischio non potevo vincere.

Cosa pensi del percorso?

Era bellissimo! Siamo arrivate durante la gara maschile e non c’era molta gente. Invece durante la nostra gara c’era tantissima gente, gente calda. Il percorso era molto bello, la gente bella, ma per me oggi è andato tutto bene ed è normale che mi sembri tutto bello!

Quali sono ora i tuoi programmi?

Ora vado dieci giorni in vacanza e poi riprendo gli allenamenti. Ho 34 anni, ma il mio obbiettivo sono le Olimpiadi. Non ero arrivata in buone condizioni a Sydney, e vorrei arrivare in buone condizioni ad Atene. Se poi la salute me lo permette continuerò anche dopo. Faccio questo sport, che è il mio lavoro, con molta passione. Mi diverto e finché continuerò a divertirmi andrò avanti, finché non trovo qualcos’altro che mi appassioni altrettanto.

Il problema al tallone non ti ha condizionato?

E’ un problema stupido, ma sul tallone si sono formate una ventina di verruche. Prima mi avevano consigliato di operarmi, poi ho visto un dermatologo a Milano che mi ha detto di evitare, perché la ferita potrebbe non rimarginarsi bene. E’ un problema quando appoggio il tallone, si infiamma con lo sfregamento. Ma oggi non troppo…

di Claris