L’uomo che non c’era

settembre 11, 2002 in Cinema da Redazione

31850(1)Dopo un breve periodo di relativo silenzio, i fratelli Coen presentano la loro ultima fatica, L’uomo che non c’era. La pellicola si differenzia sostanzialmente dalle altre opere, poiché girata in bianco nero adattandosi nel modo migliore alla trama, che si dipana negli cinquanta in una piccola comunità dove ogni novità e vista con sospetto. Il protagonista B. B Thornton, a differenza di ogni pregiudizio, vede la realtà e riflette della propria grandiosità dell’eterna ricerca di un senso che ci porti a compiere il nostro destino, di una speranza che ci liberi dalla mediocrità, dei gesti di tutti i giorni che si ripetono ininterrottamente… come in un film senza colori. Le speranze di una vita propria passano attraverso “di un venditore di sogni”che gli promette ottimi utili se diventa socio finanziatore, fin qui tutto bene sembra “fatta”ma non è cosi semplice.

Come riuscire a racimolare un somma tale in breve tempo? Facile, basta ricattare l’amante della moglie, diecimila dollari in cambio della libertà. Il povero ed impacciato Thornton prende i soldi ma poco dopo viene sorpreso con le mani nel sacco e aggredito dall’amante cerca di ucciderlo in un raptus di rabbia. Da qui la trama del film si complica ed i colpi di scena si susseguono vertiginosamente e con loro, anche i sogni di una nuova vita tanta agognata e tanto lontana!I fratelli Coen sono riusciti a ricreare nel modo migliore l’atmosfera chiusa e sonnolenta di una società priva di sogni in un noir che tocca ancora pregiudizi e paure e l’eterne contraddizione che distinguono ancora adesso il continente americano. B. B. Thornton grandioso nella sua parte di uomo sconfitto e coraggioso, un film da vedere e da gustare…

di Francesco Barbiero