L’oro e la seta

settembre 16, 2010 in Arte da Redazione

ArmidaUn incontro tra due collezioni: splendidi esemplari di costumi teatrali del Teatro Regio prendono vita e allo stesso tempo “abitano”, con il loro carico di fascino, le sale che ospitano i preziosi arredi e le collezioni di Pietro Accorsi.

Questo è il leitmotiv della mostra che il Teatro Regio e la Fondazione Accorsi – Ometto presentano, in collaborazione con MITO Settembre Musica, dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011 presso il Museo di Arti Decorative.

Il percorso si apre nella Galleria del Museo con i maestosi e onirici costumi di Thaïs di Massenet, disegnati da Stefano Poda, con accenni a figurini futuristi, saghe siderali cinematografiche e sogni felliniani.

Nelle sale arredate si susseguono Manon Lescaut, Francesca da Rimini, Madama Butterfly, Tosca, Capriccio… in un itinerario capace di evocare sogni, di suscitare meraviglia, di unire al fruscio delle sete dei “vestiti” di eroine e eroi dell’Opera i preziosi materiali e i raffinati arredi del Museo, creati per Sovrani, Principi e Nobili e raccolti con passione da Pietro Accorsi.

Nella progressione delle sale ci si potrà imbattere nella visione magica e fiabesca dei costumi creati da Pregliasco per Armida, che si rifanno ai fantasiosi modelli seicenteschi del balletto di corte sabaudo; nel costume originale indossato da Mercedes Capsir, il celebre soprano di origine spagnola, nell’interpretazione di Violetta al Teatro Regio nell’anno 1931 e ancora in quello della principessa Romazov, indossato da Mirella Freni nell’edizione torinese di Fedora, con Placido Domingo nella parte del Conte Loris Ipanov.

A completare il percorso, nella sala dei pannelli cinesi, saranno esposti – fino al 9 gennaio 2011 – alcuni dei più bei costumi di scena appartenuti al grande tenore Francesco Tamagno, ora di proprietà del Teatro Regio grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo.

Questa piccola galleria di costumi, sugli oltre sessanta posseduti dall’Archivio Storico del Teatro Regio, dimostra come a metà Ottocento, un grande artista lirico si affermasse per la sua voce e le sue interpretazioni, ma altresì come manifestasse il proprio prestigio attraverso un ricco guardaroba per ogni opera che interpretava. Francesco Tamagno, il tenore cannone, certamente una delle voci più importanti della storia del melodramma, faceva economia su tutto, dai viaggi ai ristoranti, ma non sui costumi del guardaroba personale, anche se, nella sua carriera guadagnò cifre inimmaginabili anche rispetto ai grandi divi di oggi.

Un torinese giramondo che, nelle sue lunghe tournée, specialmente in Sud America, viaggiava con una carovana al seguito con bauli per costumi, trucchi, parrucche, stivali, attrezzi e armi dei suoi personaggi, compresa la rigida armatura dell’Otello verdiano.

L’oro e la seta

Museo di Arti Decorative Accorsi – Ometto, Via Po, 55 – Torino.

Dal 16 settembre 2010 al 26 giugno 2011

di Redazione Arte