L’incisore di Bruges

dicembre 30, 2003 in Libri da Tiziana Fissore

Pascal Quignard “L’incisore di Bruges” FRASSINELLI, pp. 116, Euro 16,00

incisore_di_BrugesSi svolge nel Seicento dei grandi fiamminghi, la vita di Geoffroy Meaume, incisore di Bruges. La vicenda inizia con un sentimento d’amore che il giovane Meaume nutre, corrisposto, nei confronti di Nanni, figlia dell’orafo della città. L’amore per la ragazza (forse neppure troppo bella), descritta come una giovane alta, leggermente curva ed il seno pesante, ma che lo ispirerà per un ritratto, sarà fatale per il ragazzo perché il giovane, al quale Nanni è promessa sposa, pazzo di gelosia, lo sfigurerà col vetriolo.

E’ da questo momento che il romanzo passa da una vicenda d’amore ad una storia di sofferenza. Il resto del libro, infatti, racconta la vita di Meaume che, deturpato, sarà abbandonato da Nanni ed inizierà una vita vagabonda, arrivando fino in Italia e per vivere, Meaume realizzerà varie serie di acqueforti, soprattutto ‘alla maniera nera’, cioè la tecnica più cupa dell’arte come cupa era la sua anima.

Occorre dire che Quignard è un maestro nel descrivere sia le atmosfere esterne che quelle interne dell’animo umano, arrivando a toccare punte di lirismo e profondità di pensiero incredibili, tipo “Ognuno segue il frammento di notte in cui sprofonda” oppure “Ma perché dipingere se tutto si consuma?” – “Ognuno porta il suo piccolo ciocco al rogo che illumina il mondo”.

Tutta la vicenda è narrata in quarantasette quadri che rappresentano le tappe della vita e le incisioni dell’artista.

E’ mio dovere però, far presente che se queste descrizioni, in alcuni punti sono stupende in altre toccano dei toni di genere osceno che a qualcuno può non piacere; si tratta delle descrizioni delle incisioni che Meaume ha fatto su commissione della famiglia di un giovane, poco attratto dalle donne e dal sesso. Sono dunque incisioni a scopo ‘terapeutico’ dove la sessualità è descritta senza reticenze, con toni duri come le acqueforti ‘alla maniera nera’ che rappresentano pure l’oscurità e la disperazione dell’artista.

Meaume morirà ancora giovane, cinquantenne, a causa di un’aggressione subita da un giovane biondo, alla ricerca del padre e che porta con sé, un’incisione che rappresenta Nanni, sua madre.

E’ un libro strano, nella sua struttura, nelle sue descrizioni che passano dal lirismo puro alla realtà brutale. La storia stessa è come un cerchio: all’inizio vi è l’amore che porta alla tragedia e sarà una nuova tragedia che porrà fine alla vita di Meaume ma con un atto d’amore paterno. E’ la narrazione della vita di un uomo che pur amando l’arte e la bellezza è stato duramente colpito dalla disgrazia ed ha fatto fronte a ciò cercando di dimenticare o meglio di rimuovere la triste traccia di dolorosi ricordi, per sempre impressi o meglio incisi, come un’acquaforte, sul suo viso.

di Tiziana Fissore