L’igiene dell’assassino

maggio 7, 2001 in Spettacoli da Claris

16824(3)Al termine di un’altra stagione ricca di qualità e spettatori, Torino Spettacoli offre un finale di forte fascino per la “Grande Prosa” con L’igiene dell’assassino, novità teatrale di Amélie Nothomb, in prima italiana al Teatro Erba fino al 10 maggio. L’interpretazione è affidata al carismatico Foà, affiancato da Miriam Mesturino, Guido Ruffa e Alberto Barbi. L’allestimento è diretto da Andrea Dosio (che ha curato anche la traduzione), mentre le scene e costumi sono di Sebastiano Romano per musiche di Bruno Coli.

Il testo, firmato da un’autrice che si è ormai imposta sulla scena internazionale, nasce come romanzo breve, ma già nella sua forma d’origine ha efficaci potenzialità teatrali: la prova è data dal grande successo delle due versioni francesi per il teatro.

Lo scrittore Prétextat Tach, premio Nobel per la Letteratura, vive recluso ormai da molti anni. Alla notizia della sua morte imminente, la stampa di tutto il mondo si scatena per raccogliere le sue dichiarazioni: i primi giornalisti inviati a intervistare il misterioso Tach, nei loro tentativi di confrontarsi col Genio, offrono momenti di vero divertimento teatrale. Ma ecco arrivare la giornalista Nina, capace di scontri vibranti con il “mostro sacro” e decisa a scoprire la verità… ed è pura tensione scenica.

Il regista Dosio spiega: “L’impressione che la destinazione naturale de L’Igiene dell’assassino sia il palcoscenico non è suscitata solo dal fatto che il romanzo per lunghi tratti è già scritto in forma di dialogo e di dialogo marcato da un ritmo squisitamente teatrale (botta, risposta, effetto), né dalla teatralità “forte” delle diverse situazioni che si presentano, tutte iscritte nelle unità canoniche di luogo spazio e azione, né dal tema principale dello smascheramento del Genio e dei suoi meccanismi di creazione e di produzione. La fonte principale di teatralità del testo risiede nello statuto dei personaggi, nel fatto che dalla prima lettura essi vivono immediatamente di vita teatrale, cioè parlano per azioni, “agiscono” teatralmente, sono unici e universali allo stesso tempo, sono predisposti per la scena, per dirla alla Jouvet, sono creati per essere incarnati. Il personaggio principale Tach, ma anche la giornalista Nina sono pura materia teatrale, il loro scontro, che in alcuni momenti si fa inconsapevole incontro d’amore, non è solo fatto di schermaglie verbali, ma è produttore di pura tensione scenica in una parola, di spettacolo. Per non parlare della comicità feroce con cui sono trattati i primi due giornalisti inviati ad intervistare il misterioso Tach e che, nei loro goffi tentativi di confrontarsi al Genio, non solo mostrano l’insipienza di una certa stampa culturale, ma ci offrono momenti di purissimo divertimento teatrale”.

Arnoldo Foà, invece, racconta: “Se non bastano i suoi argomenti e la sua intelligenza a convincerti, allora Amélie Nothomb, autrice belga dal carattere imperioso e prepotente, ti tira fuori citazioni di testi che ha letto e assimilato, con i quali non ti sarà facile confrontarti perché spaziano dai classici ai moderni più quotati in fatto di letteratura, ai filosofi più eminenti, antichi e moderni, fino a citare se stessa fra i testi più autorevoli!”

L’igiene dell’assassino

Teatro Erba – c.so Moncalieri, 241 – Torino

Periodo: dal 2 al 10 maggio

Orario: feriali ore 21 – festivi ore 16

Ingresso: posto unico L. 38.000 (ridotto L. 33.000)

Informazioni: tel. 011.661.54.47

di Claris