Juve, sarà l’anno della rinascita?

gennaio 8, 2002 in Sport da Roberto Grossi

La domanda principale che si pongono i tifosi bianconeri, i quali ormai camminano prudentemente con i piedi di piombo, è una sola: questa Juve ha finalmente ritrovato un’anima, come ha detto Lippi domenica sera, o le due ultime (larghe) vittorie consecutive contro Brescia e Udinese sono soltanto l’ennesimo fuoco di paglia di una stagione in chiaroscuro?

Di sicuro il gioco espresso contro friulani e bresciani, al di là del risultato ottenuto, autorizza anche i pessimisti a ricredersi leggermente dalle loro convinzioni più cupe, concedendo un’apertura di credito temporanea a quelle ambizioni scudetto che parevano ormai tramontate dopo lo sciagurato pari di Firenze.

Proprio la partita del ‘Franchi’ sembra essere stata la scintilla giusta – quella scintilla che Lippi ricercava da inizio stagione – in grado di scatenare il devastante incendio che i bianconeri, visto l’organico a disposizione, sono in grado di provocare in ogni partita, ma che in questa stagione solo in rare occasioni hanno provveduto ad attizzare.

Gianluca Zambrotta (autore della rete che ha sbloccato il risultato contro la formazione di Ventura) ieri ha spiegato il perché, dopo aver analizzato la sua personale prestazione: “Sono contento per il gol e per il gioco espresso dalla squadra – ha dichiarato sereno il centrocampista. Sull’assist di Trezeguet ho colpito male il pallone e ho segnato, altre volte accadeva che colpivo bene e la sfera finiva fuori. Il calcio è cosi. Il mio ruolo in campo è un po’ cambiato con il nuovo schema del mister, devo giocare più accentrato, ma questo non mi comporta alcun problema, giostravo così anche con Ancelotti.

La nostra rinascita? Dopo la gara di Firenze io e i miei compagni ci siamo guardati in faccia e ci siamo detti: così non va, è impossibile per una squadra come la nostra essere cosi in basso in classifica. Allora ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo tirato fuori l’orgoglio ed è cominciata una nuova avventura animata da tanta voglia di vincere e dalla convinzione nei nostri mezzi. Se a ciò aggiungiamo che giocatori decisivi come Nedved, Davids e Buffon sono ritornati ai livelli che gli competono il risultato è stato che gol e gioco sono subito ricomparsi. Il difficile adesso è continuare così”.

Già, la continuità di vittorie è elemento indispensabile per credere nella rimonta alla capolista Roma – “la rivale più temibile” – e il prossimo turno di campionato (ospiti del Venezia fanalino di coda), sembra fatto apposta per alimentare ulteriormente il sacro fuoco nelle anime bianconere: “Sulla carta la trasferta in terra veneta sembra agevole – continua Zambrotta – ma questa è solo teoria. In pratica il Venezia giocherà alla morte contro di noi e in più il terreno dei gioco dei lagunari non è certo dei migliori. Detto questo è ovvio che vogliamo i tre punti a tutti i costi ma prima c’è da pensare all’impegno di domani in Coppa Italia contro l’Atalanta”.

Un impegno che Lippi affronterà attingendo a parecchie seconde linee per permettere ai titolari di tirare il fiato. Sicuro quindi l’impiego del tandem d’attacco Zalayeta-Amoruso, di Zenoni e Maresca a centrocampo e di Birindelli e Paramatti in difesa.

di Roberto Grossi