Juve, Nedved ko

dicembre 19, 2003 in Sport da Roberto Grossi

Tre vittorie (Olympiakos, Parma, Siena) e due obiettivi raggiunti in otto giorni (primo posto nel girone di Champions League e qualificazione ai quarti di Coppa Italia) hanno rasserenato l’ambiente bianconero. Sembrano ormai superati i giorni bui seguiti alle sconfitte con Inter, Lazio e Galatasaray, un trittico negativo che aveva convinto gli addetti ai lavori a parlare senza mezzi termini di crisi-Juve inducendo Lippi, in un primo momento restio ad ammettere il momento assolutamente negativo, a cambiare i programmi stabiliti a inizio stagione: dal turn-over scientifico al ‘gioca chi è più in forma’. Niente più rotazione quindi (tranne la parentesi di Coppa Italia con il Siena, test utile per stabilire il grado di recupero di alcuni), questo il nuovo credo adottato a partire dal match interno di campionato con il Parma.

Miccoli e Maresca promossi titolari, nuovo schema con difesa a tre (Ferrara, Iuliano, Montero, silurato l’incerto Legrottaglie) esperta e bloccata davanti a Buffon, Zambrotta dirottato a centrocampo insieme a Birindelli (fuori l’evanescente Camoranesi): questa sembra essere una parte di squadra che sarà mandata in campo anche domenica a Lecce dopo il 4-0 rifilato agli emiliani.

La sfida di giovedì scorso con i toscani aveva quindi il valore di un banco di prova importante per quei giocatori definiti da Lippi momentaneamente ‘appannati’ e bisognosi di ricaricare le pile. Il commento post-Siena del tecnico (“Io aspetto tutti…”) non sono parse una riabilitazione per nessuno degli esclusi ma un discorso diverso va fatto per Del Piero e Appiah. Quest’ultimo infatti può rientrare in extremis nella lista dei ‘buoni’ giovandosi dell’infortunio occorso in settimana a Tacchinardi (affaticamento muscolare alla coscia sinistra). Al ‘Via del Mare’ l’ex-bresciano ritroverà quindi un posto da titolare mentre per Del Piero la buona prova che ha fornito nella coppetta nazionale (condita dalla rete numero 150 in bianconero) potrebbe in ultima analisi indurre l’allenatore viareggino a ripresentarlo sin dall’inizio in campo a spese di quel Di Vaio apparso sottotono nelle ultime due gare dopo un periodo di gran spolvero.

In ogni caso il ballottaggio tra i due attaccanti esiste e non bisogna trascurare che l’assenza più che probabile di Nedved – il prossimo ‘Pallone d’oro’ è alle prese con un virus influenzale condito da un forte mal di gola e anche ieri non si è allenato – libera un posto sulla trequarti d’attacco. La soluzione che Lippi potrebbe adottare (se Di Vaio verrà escluso) è proprio quella di Pinturicchio alle spalle di Miccoli e di Trezeguet.

Intanto, nel tribunale del Palazzo di Giustizia di Torino è ripreso ieri mattina il processo che ha per oggetto la somministrazione di farmaci ai giocatori bianconeri e che vede sotto accusa l’amministratore delegato juventino Antonio Giraudo e il responsabile dello staff medico Riccardo Agricola. Assenti gli attesi Zidane e Inzaghi, a presentarsi in aula sono stati, oltre a Montero e Ferrara, gli ex-bianconeri Roberto Baggio (“Sono allergico a molti farmaci e non so bene cosa sia la creatina”), Ravanelli (“Mi sono sempre informato sui medicinali che prendevo, la Juve vinceva perché era forte, non per il doping”) , Peruzzi, Amoruso e Lombardo.

Clima abbastanza teso con Montero che ad un certo punto si è rifiutato di rispondere alle domande poste dai pm (“Non mi piace tutta questa gente qui attorno”) e con l’avvocato Chiappero che ha chiesto -invano, visto che il processo è pubblico- al giudice Casalbore di allontanare le numerose telecamere presenti in aula per permettere ai giocatori di rispondere in maniera serena. Il legale della Juventus ha anche accusato Raffaele Guariniello di intimidire i giocatori chiamati a deporre, con esplicito riferimento all’intervista concessa (e in parte smentita) un paio di settimane addietro dal procuratore aggiunto al quotidiano transalpino ‘Le Monde’.

di Roberto Grossi