Juve-Genoa 4-1: Bianconeri capolisti

novembre 14, 2008 in Sport da Tomas

Avevano battuto Milan, Napoli e Roma in casa, mentre erano riusciti a bloccare Udinese ed Inter in trasferta. Il Genoa di Gasperini, a solo un punto dalla Juve, veniva a Torino per tentare l’ impresa e magari sorpassare i bianconeri in classifica. Tanta era la voglia degli ex come Palladino, Criscito e Gasbarroni messi in campo dal primo minuto o come Sculli lasciato in panchina per poi entrare nella ripresa. La squadra del capocannoniere del campionato, Diego Milito, non ci stava assolutamente a concedere la settima vittoria consecutiva alla banda di Del Piero. Ma la convinzione e la rabbia di questa Juventus, la voglia di dimostrare che può davvero arrivare molto lontano, hanno permesso di raggiungere l’ ennesimo risultato positivo, in modo convincente e questa volta anche aggiungendo 2 reti alla solita coppia di questo ultimo periodo. Quattro schiaffi parzialmente sanati dal decimo goal del Principe di Marassi, a segno con il 13° rigore consecutivo in Italia. A Ranieri non resta che seguire e gufare le inseguitrici nelle partite di Lazio, Milan e soprattutto dell’ Inter a Palermo. Le milanesi non possono più dormire sonni tranquilli, la Juve è veramente tornata in corsa.

  • Queste le squadre che son scese in campo:

    JUVENTUS (4-4-2): Manninger; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Marchionni (24’ st Camoranesi), Sissoko, Tiago, Nedved; Amauri (38’ st Iaquinta), Del Piero (43’ st Giovinco).

    A disposizione: Chimenti, Mellberg, De Ceglie.

    All. Ranieri.

    GENOA (4-3-3): Rubinho; Biava (35’ st Papastathopoulos), Ferrari, Criscito; Potenza (16’ st Bocchetti), Motta, Juric, Marco Rossi; Palladino, Milito, Gasbarroni (1’ st Sculli).

    A disposizione: Scarpi, Vanden Borre, Jankovic, Olivera.

    All. Gasperini.

    RETI: 6’ pt Grygera, 26’ pt Amauri, 40’ st Iaquinta, 44’ st rig. Milito, 47’ st aut. Papastathopoulos.

  • La partita

    Il primo tempo mostra un Genoa in palla con un Milito sempre pericoloso tra le linee, ma poco incisivo nelle conclusioni e soprattutto, nonostante il gran possesso palla, troppo svagato in difesa per reggere l’ urto dei bianconeri, già in goal al 6°. Da un’ azione veloce sulla destra, Grygera si infila in area incontrastato e batte Rubinho con un tiro rasoterra. Questo primo schiaffo non intimorisce i rossoblu che nei minuti successivi hanno due grosse occasioni, prima al 12° su calcio d’ angolo con Ferrari che, di testa, piazza la palla di poco sopra la traversa, e poi al 19° con una splendida azione in dribbling sulla sinistra di Milito, che si libera di Grygera e poi Chiellini ma il suo tiro non è precisissimo e fa quasi la barba al palo alla destra di Manninger. Al 26° la doccia fredda per Gasperini arriva nuovamente dalla destra, dove forse la copertura non funziona molto bene, ma sicuramente Grygera spadroneggia. Amauri si costruisce il goal portando palla al limite dell’ area e servendo il compagno che poi con un cross al bacio trova l’ attaccante nel suo colpo migliore, la capocciata precisa in elevazione perentoria. Per Rubinho non c’è niente da fare. Il Genoa, nonostante faccia fatica, spinge e prova a dimezzare lo svantaggio ma prima un fuorigioco inesistente su Milito e poi Manninger su di un pericoloso cross dalla sinistra, raffreddano l’ entusiasmo dei genoani. Nel finale la Juventus potrebbe triplicare con Molinaro, servito magistralmente da Del Piero, ma da solo in area cerca di piazzare sul palo lontano, trovando questa volta Rubinho attento. Nella ripresa la Juventus dovrebbe solo controllare, ma il Genoa per rientrare in partita si scopre troppo. I goal arrivano però solo nel finale, dopo l’ ingresso in campo di Iaquinta per Amauri. Le occasioni sono tutte per la Juve, a parte il solito Milito che al 4° da destra cerca Palladino in mezzo, però anticipato, e Sculli al 20° che sempre da destra tenta il tiro ma trovo solo il fondo. Amauri ci prova di testa all’ 8° ma il portiere genoano blocca, mentre Del Piero al 26° tenta la 4° punizione consecutiva ma finisce di poco fuori. Al 37° Molinaro si produce in un grandissimo affondo sulla sinistra, serve Amauri in mezzo che fa sponda per il tiro di Del Piero mandato in angolo da Rubinho. Al 40° ecco il terzo goal su passaggio filtrante di Del Piero, che di prima intenzione al volo serve Iaquinta in fuga verso la porta, e per Rubinho non c’è scampo. Al 44° il goal della bandiera arriva su rigore, dopo il fallo di mano di Legrottaglie, ma a sbagliare era stato Sissoko che non aveva intercettato il pallone. Milito non fallisce e si porta a 10 reti. Era entrato anche Giovinco, e proprio lui al 47° serve sulla destra Camoranesi, in campo per metà secondo tempo, il suo cross per Iaquinta viene però intercettato dal nuovo entrato Papastathopoulos che chiude la partita con un’ autorete.

    La prova convincente dei bianconeri fa ben sperare per lo scontro diretto contro l’ Inter di Mourinho, alle prese in questo periodo con polemiche, risultati altalenanti, e nervosismo forse eccessivo per una squadra in testa alla classifica. Il derby perso contro i rossoneri ed il conseguente sorpasso in classifica, anche se per poco tempo, hanno probabilmente creato qualche tensione di troppo. Starà agli uomini di Ranieri aumentare questa tensione con un risultato come quello della passata stagione, magari con il 250° goal di Del Piero, Julio Cesar permettendo.

    di Tomas