Juve, avanti col cuore

marzo 10, 2005 in Sport da Giovanni Rolle

La Juventus centra l’impresa ed Elimina il Real Madrid dalla Champions League. La formazione di Capello ribalta lo 0-1 del Bernabeu e accede ai quarti di finale grazie al successo per 2-0 contro i “Galacticos” di Spagna.

Gran colpo d’occhio al Delle Alpi, che torna a registrare il tutto esaurito per la prima volta della stagione. Il gioco è intenso fin dalla prime battuta; occassionissima per i bianconeri dopo cinque minuti: Zalayeta pesca in profondità Ibrahimovic, lo svedese, però, a tu per tu con Casillas non riesce ad angolare il proprio diagonale che finisce tra le braccia del portiere spagnolo. E’ una bella partita, con le due squadre che cercano di costruire le loro trame badando allo stesso tempo a non concedere spazi in cui possano infilarsi i centrocampisti avversari. E’ un Real tatticamente accorto, quello messo in campo dal brasiliano Luxemburgo, nonostante le caratteristiche offensive di molti giocatori; i tanti celebrati campioni delle “merengues” tengono disciplinatamente la posizione, aspettando il momento propizio per infilare l’attenta retroguardia di Capello. Nel frattempo, però, è la Juve a potarsi in un paio di occasioni vicina al vantaggio, prima con un tiro di Del Piero, che sfugge alla presa di Casillas senza infilarsi tuttavia in rete, e quindi con una conclusione dal limite dell’area di Zalayeta, che esece di poco alta sopra la traversa. Ci prova anche Camoranesi, ma anche il tentativo dell’oriundo argentino non ha fortuna. In mezzo alle azioni juventine, il grande ex della partita, Zinedine Zidane, mette paura a Buffon con una conclusione dalla distanza che sfila di poco alta sopra la traversa.

Il primo tempo scorre via piacevole, anche se entrambe le squadre badano a non scoprirsi. Al 40’ è il momento di Ronaldo: il “Fenomeno”, fischiatissimo dal pubblico juventino, riceve un preciso lancio lungo di Figo e tenta la conclusione in diagonale, fronteggiato da Thuram, con la palla che sibila vicino al palo alla sinistra di Buffon.

E’ l’ultima azione di un primo tempo che vede le due squadre rientrare negli spogliatoi sul risultato di 0-0, che permetterebbe agli spagnoli di superare il turno.

Il secondo tempo sia apre così come si era conclusa la prima frazione, ovvero con un’iniziativa di Ronaldo. Il fuoriclasse brasiliano ha voglia di rivincita nello stadio che lo vide protagonista del famoso episodio del rigore negato nella stagione ’97-98 e si produce in un’azione che ricorda le folgoranti percussioni dei tempi interisti: lascia sul posto Camoranesi e Thuram e conclude con un diagonale insidiosissimo che Buffon riesce a deviare in angolo con la punta delle dita. Sull’altro fronte, un tiro di Camoranesi, deviato da un difensore madridista si spegne nelle mani di Casillas.

Al 12’ Capello gioca la carta Trezeguet, inserito al posto di Del Piero. Un cambio che non viene gradito dal pubblico del Delle Alpi, che invoca il nome del capitano.

Quando manca mezz’ora alla fine dell’incontro, la Juve prova a serrare i tempi per il gol del vantaggio e si porta vicina alla rete in un paio di occasioni con Camoranesi e Zalayeta. Al 20’ ci prova anche Ibrahimovic, che fa tutto bene tranne la conclusione, alta sopra la traversa. Al 21’ Capello effettua anche la seconda sostituzione, gettando nella mischia Tacchinardi al posto di Pessotto. Ala mezz’ora primo cambio anche per Luxemburgo: fuori Zidane e dentro Guti. Molti gli applausi per il fuoriclasse francese, non in perfette condizioni alla vigilia, al momento della sua uscita dal campo, da parte dei suoi vecchi tifosi. Un cambio che non porta tuttavia fortuna al Real Madrid, perché subito dopo arriva il gol del vantaggio juventino, che viene realizzato con una spettacolare mezza rovesciata da Trezeguet, pronto a raccogliere l’imbeccata di Ibrahimovic. Una rete, quella del francese, che riequilibra il gol realizzato da Helguera all’andata.

Luxemburgo corre ai ripari inserendo Solari al posto di uno spento Beckham ed è proprio da uno spunto del nuovo entrato che nasce il gol di Ronaldo, che gela per un attimo il Delle Alpi. Uno stadio, quello torinese, che si conferma poco fortunato per il brasiliano, perché sua la rete viene annullata per fuorigioco. Il Real si getta alla ricerca del pareggio, ma è la Juve a portarsi vicina al gol-qualificazione, anche se Ibrahimovic, prezioso nel ruolo di assist man in occasione dela rete di Trezeguet, sbaglia ancora la mira da posizione favorevole.

Si rendono quindi necessari altri trenta minuti per decidere l’esito di questa sfida incertissima fra due delle grandi d’Europa.

Luxemburgo esaurisce i cambi a disposizione del Real con l’ingresso di Owen, che prende il posto di Raul, quasi mai veramente pericoloso dalle parti di Buffon. E’ però della Juve la prima occasione pericolosa dei supplementari, con una girata di Zalayeta che per pochissimo non coglie il bersaglio.

Attimi di grande nervosismo all’inizio del secondo tempo supplementare: Ronaldo e Tacchinardi si beccano nel mezzo dell’area bianconera e dopo un lungo concistoro con i suoi collaboratori l’arbitro tedesco Merk caccia entrambi dal campo.

A decidere la gara a favore del bianconeri è un colpo di Zalayeta a quattro minuti dalla fine. E’ un gol che premia il grande cuore degli uomini di Capello, capaci di raggiungere la grande impresa senza una pedina fondamentale quale Pavel Nedved, mattatore dell’ultimo confronto fra le due squadre un paio di stagioni fa.

Juventus-Real Madrid 2-0

  • Reti: 31’ st Trezeguet, 11’ sts Zalayeta.

  • Juventus (4-3-3): Buffon; Zebina, Thuram, Cannavaro, Pessotto (21’ st Tacchinardi); Camoranesi, Emerson, Zambrotta; Zalayeta (15’ sts Olivera), Ibrahimovic, Del Piero (12’ st Trezeguet). All. Capello.

  • Real Madrid (4-1-3-2): Casillas; Raul Bravo, Samuel, Helguera, Roberto Carlos; Gravesen; Zidane (29’ st Guti), Figo, Beckham (32’ st Solari); Raul (5’ sts Owen), Ronaldo. All. Luxemburgo.

  • Arbitro: Merk (Germania).

  • Note: All’8’ sts espulsi Tacchinardi (J) e Ronaldo (R) per reciproche scorrettezze. Ammoniti: Tacchinardi, Emerson, Zambrotta (J); Solari (R).

    di Giovanni Rolle