Jordan rientra, ma non basta

ottobre 31, 2001 in Sport da Federico Danesi

Diciannove punti, frutto di un 7 su 21 al tiro, 6 rimbalzi, 5 assist e 3 palle perse, sconfitta dei Wizards 93-91. Questo il fatturato del rientro di Michael Jordan nella Nba. Il 23 più famoso della storia è tornato e per una sera tutti si sono fermati ad ammirarlo, anche se la prima stagionale dei Knicks era praticamente in contemporanea con gara-3 delle Wolrd Series di baseball, con gli Yankees sotto 2-0. Erano in ventimila al Madison, decine di milioni davanti agli schermi di tutto il Mondo, Italia compresa. E’ sembrato strano all’inizio vederlo con quella casacca blu e oro, invece del classico rosso e bianco di Chicago, ma è bastato un attimo a tutti per capire che Jordan può ancora dare molto a questo sport, nonostante l’età (38 anni) e l’inattività (era fermo dal ’98).

Una standing ovation molto sentita al suo ingresso in campo e lunghi attimi di commozione quando è stato intonata “God Bless America”. New York è una città che non potrà mai dimenticare, nonostante lo sport sia una medicina molto efficace. Poi, quando è stato alzato il primo pallone, tutto è sembrato tornare normale, come se tre anni non fossero affatto passati. I Wizards, nonostante fossero privi di Lue e decisamente inferiori nel reparto guardie, hanno retto benissimo, arrivando punto a punto sino alla fine, quando proprio Jordan ha fallito il tiro del possibile aggancio. Poco male, però, perché la squadra è quello che è, ma con il suo apporto, soprattutto con la sua esperienza, MJ potrebbe anche fare il miracolo di portarla ai playoff, un risultato che saprebbe già di miracolo.

La sfida personale con Latrell Sprewell è stata vinta da quest’ultimo, autore di 28 punti che, uniti ai 22 di Houston, hanno fatto la differenza. Ma Spike Lee, che nell’occasione indossava proprio la casacca originale di Spee, non ha potuto far altro alla fine che dirsi ammirato dalla prestazione di Jordan: “Questa sera erano tutti qui per lui. Neanche due anni fa, quando giocammo le finali contro San Antonio, avevo visto tanta gente così e una tale partecipazione”. Washington e il loro profeta torneranno in campo domani sera ad Atlanta.

La prima giornata della Nba, però, non era solo Jordan. Nelle altre partite, esordio da copione per i Lakers che hanno battuto Portland (98-87) con i soliti due, O’Neal e Bryant, autori di 29 punti a testa. Esordio positivo per Orlando, che a Est potrebbe anche dettare legge, e rivincita personale per Tracy McGrady (23) contro il cuginetto, Vince Carter, tenuto a soli 11 punti. Milwaukee ha dovuto faticare un supplementare sul campo di Utah (Allen 32), mente Sacramento ha faticato contro Seattle (Divac 27). Indiana, nonostante i 43 di Jalen Rose, ha perso contro New Jersey (Van Horn 26, Kidd 10 assist), mentre Dallas, un fattore sicuro a Ovest, ha battuto Detroit (Finley 34). Philadelphia, priva di Iverson e Snow, ha esordito con una sconfitta in casa del T’wolves.

Risultati

Cavs-Celtics 89-108

Nets-Pacers 103-97

Magic-Raptors 11-85

Timberwolves-76’ers 83-74

Mavericks-Pistons 94-87

Rockets-Hawks 89-84

Spurs-Clippers 109-98

Suns-Nuggets 96-99

Jazz-Bucks 112-119 o.t.

Kings-Sonics 101-95

Lakers-Blazers 98-87

di Federico Danesi