Job Discount

novembre 8, 2009 in Arte da Stefano Mola

posa bForse non è più un tabù parlare di posto fisso.

(forse)

Certo, l’aggettivo fisso fa pensare a qualcosa di imbullonato a un polveroso basamento, immagine da rudere industriale. Flessibile ha invece un profumo sinuoso, incantatore, come un serpente. Il pifferaio della flessibilità lo fa sollevare dalla cesta terrena, librarsi per aria, leggero.

Solo che il soffione vola e poi finisce da qualche parte nella terra e diventa di nuovo frutto.

Il lavoratore flessibile vola? E quando atterra, si fa male? E se si fa male, come fa a risollevarsi?

Va be’, ma se non si risolleva, ce ne sarà ben un altro al posto suo, no?

Tutto bello, se non fosse per il problema della riciclabilità. Se non riusciamo a riciclare il lavoratore scaduto, si accumulerà da qualche parte. Come i contenitori di plastica, che poi fanno un’isola galleggiante nel mezzo del Pacifico (ed è un’immagine un po’ meno bella di quella del soffione).

Il progetto JOB DISCOUNT, promosso dal gruppo Posa B, vuole riflettere con ironia su questo problema. Lavoratori che, una volta fotografati, diventano etichette di prodotti nemmeno tanto immaginari. Il contenitore vuoto è facile da buttar via (è leggero!), però l’esperienza insegna che tanti contenitori vuoti e leggeri fanno un problema pesante.

Rifletteteci, ma soprattutto, precari e non, andate a farvi fotografare il 6, 7 e 8 novembre, in occasione della manifestazione Paratissima, in Via Nizza 11 a Torino.

Orari: venerdì 6 e sabato 7 dalle ore 19:00. Domenica 8 dalle ore 16:00.

di Stefano Mola