JazzAscona, 23a edizione

giugno 29, 2007 in Musica da Claris

Nicolas Gilliet & Luca MartinelliCi siamo, siete pronti a portare il cappello (e, si spera, non l’ombrello) sulle ventitrè? Sì, perché il momento è quello giusto, appena prima del crepuscolo, quando i raggi del sole sono inclinati ed il cappello sugli occhi serve per ripararsi dalla luce mentre si osservano i movimenti pieni di armonia e brio della Criterion Brass Band, storica formazione scozzese composta da dieci fiati (rigorosamente in divisa) e due ballerine. Sono loro che oggi pomeriggio, infatti, hanno l’onore di aprire ufficialmente la ventitreesima edizione del JazzAscona New Orleans & Classics, il più importante festival jazz europeo. La band britannica assicura uno show coinvolgente e grande musica, quindi rappresenta il miglior inizio possibile per la manifestazione e si fa garante delle impeccabili sonorità che andremo ad ascoltare, da stasera a domenica 1° luglio, per rivivere in modo dinamico la grande tradizione del jazz, in tutte le sue sfaccettature, dal soul al gospel, dal blues al funky.

Questi undici giorni di musica sono la punta dell’iceberg del lavoro di un anno, il tempo necessario per organizzare la kermesse, scegliere gli artisti, preparare gli eventi speciali, dettagliare il programma, cercare gli sponsor, inventarsi i modi per regalare emozione al pubblico. Di tutto questo due sono gli artefici principali, il direttore artistico Nicolas Gilliet e il direttore esecutivo Luca Martinelli.

Luca, dodici mesi per preparare undici giorni di festival…

Il lavoro è stato molto consistente e, come comitato organizzatore, pensiamo di aver curato ogni dettaglio. Purtroppo, l’unico particolare non prevedibile è il meteo, che è anche quello che influisce in maniera maggiore sul successo finanziario della manifestazione, visto che condiziona l’affluenza di pubblico almeno quanto la qualità musicale proposta. In queste ultime ore stiamo risolvendo gli ultimi imprevisti, quali voli in ritardo o in pericolo di cancellazione per i musicisti e le richieste last second che ci pervengono. L’adrenalina è a mille e, risolto un problema, quasi non c’è tempo di rilassarsi o farsi una risata che già si presenta qualcuno con un nuovo intoppo…

Quale è l’ambizione maggiore tua e di Nicolas?

Un ottimo successo, che confermi Ascona nel ruolo di capitale del jazz in Europa, e soprattutto che la gente si diverta, che si crei un legame speciale di amicizia tra spettatori provenienti da nazioni differenti, nonché un ponte di telepatia artistica con i musicisti. In questa maniera il festival diventa veramente ambasciatore del suo nome, ovvero una festa, un momento di svago, distensione e felicità per i turisti che vengono sul lungolago.

Guidaci tra le star musicali di questa edizione.

Dall’America sono arrivate delle vere stelle del jazz. Su tutte, cito Byron Stripling, che con la sua tromba ha fatto emozionare varie generazioni di appassionati. Una piacevole sorpresa sarà sicuramente il sax tenore di Scott Robinson, che ha tra l’altro pubblicato un ottimo disco dedicato alle composizioni spesso trascurate di Louis Armstrong.

Sono sicuro poi che saranno un successo i concerti di Al Copley, per la prima volta ad Ascona. Lui ha una carriera invidiabile sia come pianista che come cantante blues e showman, del resto è stato uno dei membri dell’originaria formazione dei Blues Brothers, con John Belushi e Dan Ackroyd.

Altri nomi di richiamo sono senza dubbio Davell Crawford, il “principe del pianoforte di New Orleans”, protagonista di una messa gospel venerdì 29 nella chiesa del collegio Papio, e il leggendario batterista Shannon Powell.

Imperdibile poi l’unica data, domani sera, dalle 22.00 in poi, di Nick the Nightfly e del suo tributo ai Beatles. Vale la pena di ricordare che la popolarità di Nick è enorme coi suoi dieci anni da disk jockey a Radio Montecarlo.

Tra i migliori gruppi, segnalo ancora il quintetto di Alvin Queen, batterista newyorkese, anche lui per la prima volta ad Ascona, che si esibisce con l’inarrivabile Jesse Davis al sax e con Dado Moroni al piano.

E le curiosità?

Secondo me lascerà il segno in maniera inaspettata la band italiana Calabrò coi colibrì, gruppo che fa uno spettacolo molto particolare al confine col cabaret, di puro svago per tutto il pubblico di origine italiana. Inoltre non sono da perdere gli eventi serali speciali allo stage Elvezia e sottolineo che per la prima volta ci saranno ben tre brass band ad animare le vie di Ascona, specialmente i luoghi altrimenti rimasti senza musica. E poi, per i nottambuli, ricordo che al palco Torre la musica finirà alle 2.30 e le jam session dall’hotel Tamaro continueranno fino all’alba.

Quale sarà lo strumento protagonista?

A sorpresa potrebbe essere il banjo. Cynthia Sayer è considerata la Jimi Hendrix di questo strumento. Ho avuto l’occasione di vederla live lo scorso autunno a New Orleans ed è davvero impressionante la sua capacità di rendere i suoni con questo particolare oggetto e di saper coinvolgere il pubblico. Domenica 24 inoltre è in programma la notte ‘banjo’ con un altro talentuoso musicista di New Orleans, Don Vappie.

Parliamo della logistica. Mancheranno due palchi storici e romantici, lo stage Chiesa e il Lago, a favore di una maggiore concentrazione nella parte centrale del lungolago col rischio di un difficile scorrimento degli spettatori.

Si tratta del primo passo verso una rivoluzione programmata per il prossimo anno per migliorare le strutture. Nel contingente si è scelto di eliminare il palco Lago perché l’area era interessata da lavori che non si sapeva quando sarebbero terminati. In generale la strategia è quella di voler rivoluzionare l’estetica dei palchi nell’ottica di renderli meno freddi, con meno plastica ed infrastrutture pesanti. Si tratta di un impegno finanziario importante per dare un’immagine ancora più caratterizzante del festival, in linea con la qualità della musica e la bellezza del paesaggio.

I primi passi di questo progetto sono visibili quest’anno, con palchi ribassati per migliorare la fruizione acustica, la tenda Torre sostituita da un jazz club più intimo ed elegante e la ex struttura chiusa Dannemann avvicendata con un palco aperto, sotto i platani centenari.

Infine, quanti spettatori prevedete nell’arco della manifestazione?

Almeno 70.000 ! Sono ottimista e se il sole ci dà una mano il nostro budget sarà in attivo, ma meglio essere prudenti e conservativi nelle stime finanziarie. Incrociamo le dita…

di Claudio Arissone