Jazz, musica altamente riciclabile

giugno 30, 2007 in Musica da Claris

Il XXIII JazzAscona festival, dopo la straordinaria e coinvolgente messa gospel di ieri, si avvia al termine con un week-end particolarmente denso di appuntamenti di alto livello. Questa sera segnaliamo due artisti straordinari che, come pochi, sanno accendere il pubblico con le note swing al piano e la carica espressiva della loro voce: alle 19.30, allo stage biblioteca, l’ultima apparizione di Judy Carmichael e, dalle 22.30, Al Copley, bluesman d’eccezione facente parte dell’originaria formazione dei Blues Brothers con John Belushi.

Domani sera chiusura con il prestigioso e ambito Gala finale nella lussuosa cornice dell’hotel Giardino, dove presenze musicali di rilievo accompagneranno un menù di prima classe. Tra gli artisti che si esibiranno, spiccano i nomi del quintetto di Alvin Queen, forse la formazione più gettonata del festival con Queen alla batteria, Dado Moroni al piano e Jesse Davis al sax, e di Tanya Boutté, grande cantante accompagnata dai bluesman italiani guidati dal chitarrista Roberto Testini, i Caffè Espresso. Un appassionante incontro fra Europa e America, per una serata che spazierà dal jazz al blues fino al più travolgente R&B. Come spiega il nuovo direttore dell’hotel Giardino, Philippe Frutiger, ho personalmente contribuito alla scelta dei musicisti spiegando al direttore artistico di JazzAscona Nicolas Gilliet la nuova filosofia dell’hotel, che, pur facendo perno sulla qualità e cortesia tradizionali, vuole incentivare l’immagine di appeal anche tra le nuove generazioni.

Sintonia d’intenti perfetta perché questa è stata anche la linea guida di Nicolas nella selezione globale delle band del festival. Un esempio tra tutti aver portato sulle rive del lungolago Fabio KoRyu Calabrò e la sua band, i ‘Calabrò coi colibrì’, composta da lui stesso, Sandro di Pisa e Gilberto Tarocco.

Ascona 2007Fabio, hai dato un nome onomatopeico al tuo gruppo…

Beh, è stato facile scegliere questa denominazione: Calabrò è il mio cognome e il colibrì è un simpatico uccellino che trovo mi si addica molto per alcune sue caratteristiche. Infatti sa fare tantissime cose insieme e, bene o male che sia, io mi considero poliedrico [e lo è: cantante, pittore, monaco zen, architetto… n.d.a.]. Poi, nel suo emettere tantissimi versi differenti, sembra che voglia giocare ed incantare con i suoni, come io cerco di divertire con piccoli svaghi di musica e parole. Infine, nel suo sbattere le ali molto velocemente sa andare all’indietro, un po’ come succede nel repertorio che propongo con la mia band.

Che è molto particolare…

Sì, perché il nostro progetto prevede di fare compagnia agli spettatori, quindi si allarga dalla musica al cabaret, ecco perché il sopranome ‘juke boxers’! Il mio motto è che le canzoni vecchie sono un materiale altamente riciclabile e che per andare avanti a volte occorre anche correre velocemente all’indietro. Ecco la filosofia musicale che ci accompagna: la passione per i grandi classici del jazz rivisti in chiave ironica!

Il vostro modello?

Il nostro stile è nato casualmente dall’unione dell’impronta più jazzistica di Gilberto con la mia più cabarettistica e quella più posata di Sandro. La scintilla quando ci siamo incontrati è stata immediata. Un mito per tutti noi è Fred Buscaglione, perché univa l’essere un bravissimo musicista con una vena ironica fuori dall’ordinario.

E’ il tuo debutto ad Ascona quest’anno.

Splendido: l’atmosfera di questo festival rispecchia appieno l’ideologia del jazz che, più di altri generi musicali, anche dello stesso blues, tende a mescolare le persone, a creare commistioni artistiche e fisiche. Inoltre reputo sinceramente molto competente il pubblico svizzero: è più disposto ad ascoltare di quello italiano, è più curioso, mentre in Italia se non sei una faccia già passata in televisione non ti danno credito, non c’è la pazienza di tenderti l’orecchio e poi giudicarti.

I tuoi progetti futuri

Suonare il più possibile e pubblicare un DVD piuttosto che un CD. Sono infatti convinto che sia importante vedere all’opera il mio gruppo e non solo ascoltarlo. Inoltre quest’estate mi esibirò in tutta Italia sia con i Colibrì, sia con l’orchestra Zbylenka, che è un quartetto con Beppe Moroni al sax e produce un teatro musicale. Io, Sandro e Gilberto suoniamo e ridiamo con le orecchie, ovvero ci conosciamo così bene (siamo assieme da oltre dieci anni!) ed abbiamo armadi pieni di idee da mettere in pratica che potremmo non smettere mai di stupire.

Come col tuo libro, Koryubolario, edito da Almamusic.

Il mio è un “Gl-ossario – cimitero delle parole ignote” divertente e delirante in cui si apprende che l’”asceto” è un condimento mistico, la “frocessione” una gay parade e la “zittatura” un regime illiberale. Cerco semplicemente di esprimere la simpatia e un po’ di stravaganza, la curiosità per il mondo e un po’ di verbosità ludica, del resto ‘meglio un nuovo oggi che un antico domani’.

di Claudio Arissone