Isabelle Huppert al Museo del Cinema

dicembre 7, 2006 in Spettacoli da Marcella Trapani

Huppert

Mercoledì 6 dicembre, alla presenza di Madame Isabelle Huppert si inaugura la mostra Isabelle Huppert: la donna dei ritratti a cui seguirà la proiezione del film La dentellière (La merlettaia) (1977) di C. Goretta, grazie al quale la Huppert vinse il premio David di Donatello come migliore attrice straniera.

Patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri di Francia, è una mostra itinerante che negli ultimi due anni è stata ospitata dal MoMa di New York, dal Musée d’Art Moderne/Couvent des Cordeliers di Parigi e da altre importanti istituzioni internazionali.

Si intitola La donna dei ritratti perché si tratta di una mostra di foto che la ritraggono, ma soprattutto perché nel corso della sua carriera l’attrice parigina ha interpretato una galleria di personaggi femminili dalle forti connotazioni personali. Nata nel 1953 da una famiglia borghese, la Huppert, che ha studiato recitazione all’Accademia di Versailles, è stata ed è tuttora l’attrice prediletta di C. Chabrol. Per lui ha recitato in ruoli difficili e scabrosi come in Violette Nozière del 1978, Un affare di donne del 1980 e Il buio nella mente del 1995 fino ad arrivare a La commedia del potere di quest’anno, in cui interpreta un giudice tanto onesto e rigoroso nella carriera quanto infelice nella vita privata. Memorabile la sua interpretazione ne La pianista di M. Haneke, dove è un’insegnante di piano che seduce il suo allievo e tenta di stabilire con lui una liaison di dominio e sottomissione, frutto del suo rapporto odio-dipendente dalla madre.

La Huppert affronta sempre personaggi pericolosi, spesso emotivamente disturbati, che dipingono il lato oscuro dell’animo femminile, il suo lato distruttivo ed auto-distruttivo.

Huppert

  • Ne La merlettaia, che vedremo come primo film della rassegna (si può assistere alla proiezione solo dietro invito) è una parrucchiera apprendista, Beatrice detta Pomme, che si innamora di uno studente universitario durante le vacanze a Cabourg. I due decidono di andare a convivere in un appartamentino a Parigi, ma poco dopo lui si disamora, lei va via in silenzio ma si ammala di anoressia. Il Morandini definisce questo film “una delle più belle storie d’amore degli anni ’70 per delicatezza e profondità. E’ anche la storia di un delitto, di una demolizione; una metafora del modo con cui la ricca borghesia sfrutta la classe lavoratrice, una riflessione sulla donna come oggetto di consumo”.
  • La mostra fotografica raccoglie 115 ritratti della diva francese realizzati da 73 diversi fotografi, tra i quali Cartier-Bresson, H. Newton, R. Avedon e N. Golden. Comprende inoltre quattro video installazioni di R. Wilson, G. Hill e B. Rossel.

    Alla mostra fa seguito, nei mesi di dicembre 2006 e gennaio 2007, una rassegna di film incentrati su I. Huppert che verranno proiettati nella Sala Tre del Cinema Massimo. La rassegna comprende venticinque film che coprono tutta la sua carriera dal film di esordio, I santissimi (1974) di B. Blier a Gabrielle (2005) di P. Chereau. Una ghiotta occasione dunque per tutti i cinefili torinesi.

    di Marcella Trapani